Garlasco, Poggi – Stasi: nessuna lite per foto hard

0
114
Garlasco: cosa rivela il video della ricostruzione?
COMBO Andrea Sempio, Chiara Poggi e Alberto Stasi

Garlasco, la perizia che ribalta il movente della lite sulle foto hard

Uno dei pilastri narrativi più resistenti del caso Garlasco, quello della presunta lite tra Chiara Poggi e Alberto Stasi per alcune foto pornografiche presenti sul computer del fidanzato, appare oggi fortemente ridimensionato. Le analisi informatiche mostrano infatti una realtà diversa da quella che per anni ha accompagnato il racconto giudiziario del delitto.

Secondo i dati tecnici, la sera del 12 agosto 2007 Chiara Poggi utilizzò il computer di Stasi per pochi minuti, tra le 22:09 e le 22:14, senza mai aprire i file pornografici nascosti in una sottocartella denominata “militare”. Un dettaglio cruciale che mette in discussione uno dei moventi più citati.

L’attività al computer la sera prima del delitto

Le tracce informatiche indicano che Chiara svolse un’attività del tutto ordinaria. Inserì una chiavetta USB, trasferì 287 fotografie della vacanza a Londra e ne visualizzò alcune, comprese immagini prive di qualsiasi contenuto sensibile. Nei cinque minuti analizzati non risulta alcuna apertura dei file hard che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbero scatenato una discussione.

Questi elementi erano già emersi durante l’appello bis del 2014, quando i consulenti della Procura di Milano riuscirono a ricostruire con precisione quei minuti di utilizzo del computer. All’epoca, però, tali dati furono considerati secondari rispetto ad altre piste investigative.

Garlasco: la perizia informatica che smonta la lite

I periti informatici Roberto Porta e Daniele Occhetti, incaricati già nel 2009, hanno più volte ribadito che non esistono evidenze tecniche a sostegno della teoria della lite. L’uso del computer da parte di Chiara appare lineare e privo di anomalie, senza alcun accesso a materiale compromettente.

Questa ricostruzione entra in contrasto con l’ipotesi secondo cui una discussione legata alle foto avrebbe rappresentato il movente dell’omicidio. Una tesi che, pur citata anche in sede di Cassazione come possibile scenario, non trova riscontro oggettivo nei dati informatici.

Un dettaglio trascurato e un possibile alibi

La perizia ha inoltre evidenziato che alcune anomalie del computer furono causate involontariamente durante le operazioni dei carabinieri, compromettendo il recupero di parte dei dati. Un aspetto che, se valutato diversamente, avrebbe potuto rappresentare un elemento favorevole alla difesa di Stasi, quantomeno sul piano del movente.

Il fatto che Chiara non abbia visto le foto hard rende meno credibile l’idea di una tensione esplosa la sera precedente al delitto, spostando l’attenzione su una costruzione narrativa che negli anni ha preso il posto delle prove tecniche.

Garlasco: la verità che emerge oggi

A distanza di oltre un decennio dall’omicidio di Chiara Poggi, il quadro che emerge è più sfumato e complesso. I dati informatici confermano che tra le 22:09 e le 22:14 del 12 agosto 2007 non avvenne nulla che possa essere collegato a una lite o a un momento di crisi tra i due fidanzati.

La presunta discussione sulle foto hard, per lungo tempo considerata un movente plausibile, appare oggi sempre più come un’ipotesi non supportata dai fatti. Un elemento che riapre interrogativi profondi su uno dei casi giudiziari più discussi della cronaca italiana.