Garlasco, difesa di Stasi sui file hard: “Irrilevanti”

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Garlasco, difesa di Stasi sui file hard: "Irrilevanti"

Garlasco, difesa di Stasi sui file hard: “Irrilevanti”

Nuovo capitolo nel caso di Alberto Stasi. La difesa dell’ex fidanzato di Chiara Poggi ha diffuso un comunicato stampa per chiarire la propria posizione sui presunti dati informatici relativi ai file presenti sul computer della vittima, tornati al centro dell’attenzione mediatica nelle ultime ore e discussi anche durante la trasmissione Mattino 5.

Caso Stasi e dati informatici: la posizione della difesa

Nel comunicato, i legali di Alberto Stasi precisano che, per quanto riguarda l’accesso ai file oggetto del dibattito, «dai primi accertamenti il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato». Un’affermazione netta, accompagnata dal richiamo a una perizia già svolta in passato, che avrebbe escluso la validità delle ricostruzioni oggi tornate sotto i riflettori.

Secondo la difesa, quindi, non emergerebbero elementi nuovi o diversi rispetto a quanto già accertato sul piano tecnico nel corso delle precedenti analisi informatiche.

I file del computer di Chiara Poggi e il valore probatorio

I legali sottolineano inoltre come i presunti elementi emersi non solo non trovino riscontro tecnico, ma siano anche privi di rilevanza sotto il profilo probatorio. L’interpretazione secondo cui quei file potrebbero incidere sulla ricostruzione dei fatti viene definita priva di fondamento oggettivo, ribadendo la necessità di attenersi esclusivamente ai dati verificabili.

Nel testo del comunicato si legge che, al termine delle analisi svolte, la difesa di Alberto Stasi «si riserva tutte le azioni necessarie per la tutela dei diritti del proprio assistito», lasciando intendere possibili iniziative formali.

Il piano giudiziario e le prossime mosse

Un passaggio che apre a nuovi sviluppi sul piano giudiziario. I legali annunciano infatti la possibilità di procedere con il deposito dei risultati ottenuti «in tutte le sedi competenti», qualora si rendesse necessario contrastare ricostruzioni ritenute lesive o non supportate da dati tecnici certi.

Il comunicato segna dunque un nuovo momento di confronto tra le parti, riportando il caso Stasi sul terreno delle perizie informatiche e delle interpretazioni dei dati. Un tema che continuerà a far discutere e che potrebbe avere ulteriori sviluppi nei prossimi giorni, mentre il dibattito mediatico resta acceso.