[La prima parte del nostro dossier QUI]
Il progetto della galleria Cava-Maiori sta facendo discutere nonostante sembri un’infrastruttura mal vista dalla gran parte della cittadinanza direttamente coinvolta, un’altra scelta impopolare della politica abituata a guardare i risvolti economici senza fare i conti con le conseguenze socio-ambientali. Del resto nella società del consumo è la sete di profitto a muovere il mondo. Un’opera che difficilmente passerà dalle carte progettuali alla concretezza della realtà a causa dei costi elevati, in quanto non ha un adeguato rapporto costi/benefici, elemento essenziale per avviare opere pubbliche al giorno d’oggi. Ma è proprio il progetto a far riflettere…
DIFFICOLTA’ INGEGNERISTICHE – Dal punto di vista geologico e idrogeologico il tunnel che dovrebbe unire Cava de’ Tirreni e Maiori presenta difficoltà forse insormontabili, come descritto dalla geologa Silvana di Giuseppe Mazzotti. Stesso discorso dal punto di vista ingegneristico-edile. “Sette chilometri di galleria non sono pochi. Implicano una serie di problemi normativi per la sicurezza, sia durante il percorso sia negli attestamenti di entrata e uscita – spiega l’ingegnere Sandro Cossetto, ex dirigente di Roma Capitale per le grandi opere di mobilità -. Ammesso che non esistano problemi di natura idrogeologica e geologica (cosa non vera…), la costruzione avrebbe un costo non bilanciato da benefici. In altre parole non regge un piano di fattibilità. Poi ci sono le fasi di cantiere, che sono quelle più critiche per la VIA (Valutazione di Impatto Ambientale), oltre all’allestimento aree per movimenti dei mezzi d’opera e lo stoccaggio dei materiali di scavo”.
La mega infrastruttura scavata nei monti Lattari è stata presentata come una galleria di 7 km, ma solo immaginando una linea retta che non trova nessun ostacolo lungo il suo percorso. Senza contare le difficoltà di attuazione. “Se parliamo di una galleria di 7 km a una corsia per senso di marcia più gli spazi tecnici, parliamo di circa 2 milioni di metri cubi di materiali. Di qualunque consistenza siano possono essere estratti solo lato Cava; è impensabile utilizzare lato Maiori per transito di camion per il trasporto terra. Il cantiere è un bel problema… e poi quanto dura?”. Ma i 7 km sembrano essere stati calcolati per difetto: “La galleria è tutta in discesa verso Maiori con pendenza media del 3% – ricorda Sandro Cossetto -. Troppo per una galleria così lunga. Occorre fare delle curve, quindi i 7 km aumentano”, prima di sbucare nei pressi dell’Hotel Splendid come vociferano voci di corridoio…
LEGAMBIENTE: CONGESTIONE DEL TRAFFICO – L’intera Costiera Amalfitana è un ambiente delicato e già pesantemente sotto stress. Un collegamento diretto con Cava non alleggerirebbe la pressione urbanistica su Maiori, bensì avrebbe l’effetto contrario. “Una delle problematiche più rilevanti della Costiera non è la sua raggiungibilità, ma la capacità di assumere altro carico veicolare in quanto ha dei limiti intrinseci – ha dichiarato Giancarlo Chiavazzo, responsabile scientifico di Legambiente Campania -. Si possono pensare soluzioni diverse più innovative”.
Soprattutto durante la stagione estiva migliaia di veicoli si riverserebbero verso Maiori e la Costiera, con conseguenti problemi di traffico (basti pensare al 15 agosto…) e relativi parcheggi, pochi e stracolmi già allo stato attuale. Inoltre, ipotizzare un collegamento diretto tra Cava e Maiori non potrebbe voler dire mettere in secondo piano gli altri Comuni non interessati, soprattutto quelli montani? “Portare questo carico di autobus e macchine in Costiera significa incrementare ulteriormente i tassi di inquinamento e cattiva mobilità, oltre alle conseguenze dal punto di vista geologico e idrogeologico – ha affermato Anna Savarese, vicepresidente Legambiente Campania -. Su questo tratto di territorio esistevano proposte di collegamenti “leggeri” come funivie (ad esempio Agerola-Amalfi). Lo scavalco della dorsale può avvenire in maniera più intelligente anche riferendosi ai dettami del piano urbanistico territoriale della penisola sorrentina-amalfitana. In più c’è il sistema delle vie del mare che potrebbe essere maggiormente razionalizzato e soprattutto bisogna pensare a dei percorsi di mobilità sostenibile che siano intermodali, magari anche con autobus elettrici. Ci sono state tante proposte di piani di mobilità che vanno guardati nel sistema complessivo della penisola sorrentino-amalfitana e non possono essere fatti a discrezione di due o più comuni, senza guardare al piano territoriale di coordinamento regionale in maniera convinta e che rischiano di creare ancor più differenze – ha concluso Anna Savarese -, agevolando solo il versante costiero a discapito della ricchezza dei comuni di montagna come Agerola, Furore, Scala, Ravello, Lettere, ecc “.
IL PROGETTO GALLERIA NEL COMUNE DI MAIORI – Finora l’amministrazione di Cava de’ Tirreni non ha mai sprecato tempo e soldi su questo progetto, ma scopriamo che la giunta comunale di Maiori ha istituito l’unità di progetto denominata “Realizzazione galleria Maiori-Cava de Tirreni” che costa alle casse comunali ben 60.000 euro annui. Già nel maggio scorso il consigliere di opposizione Valentino Fiorillo denunciava: “Non esiste alcuna vaga ipotesi di finanziamento. Intanto, per coprire lo spazio in organigramma lasciato vuoto dall’ingegnere assegnato a questa unità, sono stati assunti altri due professionisti con incarichi fiduciari senza alcun bando di concorso, per un’ulteriore spesa di oltre 50.000 Euro. In pratica, mentre un tecnico esperto di ruolo langue in un ufficio in attesa di risorse e intese tra i comuni per poter lavorare, si assumono, in maniera discrezionale, due altri tecnici per coprire lo stesso ruolo svolto, da solo, dal precedente. Ma questi “giochini” il Sindaco può permetterseli presso la sua azienda dove, a spese proprie, può fare quello che vuole. Con i soldi pubblici non si gioca”.
La Regione Campania ha istituito un bando per 40 milioni, un fondo di rotazione per la progettazione. Un prestito, non a fondo perduto, per presentare dei progetti che dovrà essere restituito entro cinque anni, aldilà se l’opera venga realizzata o meno. Maiori, Comune capofila del progetto galleria Cava-Maiori, ha presentato una richiesta di 7,5 milioni, il 19% di quanto messo a disposizione dalla Regione. Adesso la patata bollente è nelle mani della politica, ma dall’atmosfera che si respira i cittadini maioresi e non solo non sembrano disposti a subire in silenzio.
Luigi Ciamburro


