Fuorni, visita dei parlamentari, tante criticità riscontrate

“La Casa Circondariale di Salerno presenta molte le criticità, rispetto alle quali bisogna intervenire”. Lo afferma l’onorevole Gigi Casciello, deputato di Forza Italia che questa mattina ha partecipato alla visita istituzionale presso il Carcere di Fuorni. “Ho accolto l’invito di Donato Salzano del Partito Radicale, con il quale sono in costante contatto, perché ci sono problemi da affrontare con urgenza – continua l’onorevole Casciello -. In primis il sovraffollamento: ci sono circa 200 detenuti in più a fronte di un numero esiguo di agenti penitenziari. L’eccellente lavoro della direttrice Rita Romano deve essere sostenuto con un’integrazione dell’organico e mi attiverò in tal senso”. Non solo. Casciello pone anche la delicata questione dell’assistenza sanitaria: “Bisogna istituire un banco dei farmaci e calendarizzare un programma per le visite specialistiche. E necessario un incontro con i vertici dell’Asl per dare immediate risposte alla direzione della Casa Circondariale di Salerno e a tanti detenuti che devono vivere il carcere come un’esperienza dignitosa e riabilitativa”. Anche Federico Conte, deputato di Liberi e Uguali dopo aver partecipato alla visita denuncia una “Situazione di grave disagio sia per i detenuti sia per il personale nel carcere di Fuorni. Nonostante il prezioso lavoro della direzione e del personale penitenziario – dice il parlamentare -, il sovraffollamento dell’Istituto (che ospita quasi il doppio delle persone che dovrebbe) e la carenza di organico (in servizio c’e’ la meta’ del personale necessario) creano un doppio problema: non si rispetta la dignita’ della persona e mancano condizioni di sicurezza. Cresce il rammarico per la mancata riforma dell’ordinamento penitenziario, voluta dall’allora ministro Orlando, e affossata dalla cultura autoritaria e cattivista (con i deboli) di matrice leghista. Un motivo in più per augurarci di mandare in soffitta quella stagione e per aprirne un’altra, che sappia coniugare la severità e la certezza della pena con la dignità dell’uomo e il diritto costituzionale alla rieducazione e al reinserimento sociale”.