Fuga dal Ruggi, si salvi chi può. La grande “Emigrazione”

Riceviamo e pubblichiamo

Alla luce delle ultime vicende relative a vari contagi da Virus Sars cov2, a causa di marcate inefficienze nella gestione dei percorsi assistenziali questa segreteria territoriale rileva come tanti operatori sanitari della dirigenza ma soprattutto del comparto dopo qualche mese di lavoro al Ruggi accettino altri incarichi proposti da altri enti sanitari pubblici.

Tale circostanza e’ paradossale in quanto ormai l’azienda Ruggi di Salerno non e’ piu’ attrattiva per tanti operatori sanitari e questa segreteria cerca di porsi delle domande esercitando quasi un potere sostitutivo in capo alla direzione strategica del nosocomio salernitano.

La stessa segreteria rileva che le risposte sono facili. Tra queste la piu’ importante e’ la completa mancanza di una vera politica di gestione del personale completamente assente in capo ai dirigenti dell’ente.

Sostanzialmente dopo faticosi e tortuosi avvisi pubblici l’azienda di Salerno forma la nuova classe di operatori sanitari giovani per poi vederseli sfilare dopo qualche mese da altri enti sanitari con visione piu’ lungimirante.

In  definitiva l’AOU Ruggi rincorre sempre le graduatorie ma di fatto non inserisce stabilmente nei suoi ranghi gli operatori sanitari con l’effetto devastante di essere sempre sotto organico, che come e’ di facile intuizione anche per la direzione strategica dell’ente rappresenta un gravoso problema per la gestione di tutte le unità operative dell’ente.

Si assiste quindi ad un avviso pubblico di OSS con oltre 200 idonei ma che hanno ad oggi accettato la proposta del Ruggi solo una decina.

Le scelte sciatte ed ottuse dell’ente poi ovviamente ricadono sugli operatori sanitari in servizio con gravissimo appesantimento dei carichi di lavoro in uno ad una incoerente e pericolosa gestione dei percorsi assistenziali dividendo quindi i percorsi da chi e’ potenzialmente o gia’ e’ palesemente affetto dal Virus Sars cov2 dai non infetti esponendo quindi gli operatori sanitari ad un forte stress da lavoro correlato.

Si chiede pertanto una risposta netta e decisa dell’attuale direzione strategica fatta di atti ed azioni congruenti alla particolare situazione epidemiologica cosi’ da dare un senso alla loro gestione.

Il Segretario Generale Pietro Antonacchio