FSP Polizia: “Siamo Noi a Dire Basta”, ora pm in strada

Ora pm in strada, inchieste e condanne serie per ogni agente ferito, telecamere sugli operatori, e pettorine ben visibili per stampa e altri professionisti accreditati. Così: “Valter Mazzetti, Segretario Generale dell’Fsp Polizia di Stato, dopo gli scontri avvenuti ieri a Genova”.

“Dare giudizi sui fatti senza avere assoluta contezza delle dinamiche verificatesi, e soprattutto prescindendo da un preciso contesto ad altissima tensione come quello di Genova è sempre sbagliato. C’è chi ha il compito di fare le opportune verifiche e lo farà, e se alla fine dovessero emergere responsabilità chi ha sbagliato sarà chiamato a risponderne come sempre. Ma un processo e una condanna di piazza ancor prima che siano stati verificati tutti i fatti lo troviamo assurdo se non pretestuoso. L’unica cosa assolutamente certa, sempre e comunque, è che queste assurde e continue manifestazioni di violenza contro le forze di polizia che si verificano ad ogni manifestazione di piazza non dovrebbero accadere. Siamo addirittura stufi di ripetere ogni volta che il dissenso, da chiunque provenga, non può legittimare la violenza e la commissione di reati.

E a Genova ne sono stati commessi eccome. Bersagliare i poliziotti con pietre bottiglie bastoni e quant’altro e tentare le consuete assurde azioni di forza violando ogni prescrizione di sicurezza è una follia. Una follia cui le forze di polizia devono mettere un argine, perché sono lì per questo. Costringere un servizio d’ordine a una carica, intervenuta peraltro dopo lunghi attacchi contro i poliziotti, è responsabilità di chi attacca, questo è lapalissiano. Che in quei concitati momenti qualcuno possa ferirsi è ben possibile, lo sappiamo bene perché gli agenti restano continuamente feriti. Chi si fa male pur non avendo esercitato alcuna violenza, ma per essersi trovato in mezzo al caos più totale scatenato dai soliti teppisti, merita tutta la solidarietà possibile. Ma non si dica che la colpa è dei poliziotti, che certamente non hanno amato trovarsi lì. Abbiamo accudito una campagna elettorale accesissima con decine e decine di servizi d’ordine estenuanti portati a termine con assoluta professionalità, le contestazioni ai poliziotti non possono trovare spazio. Siano noi a dire basta a questo tiro al bersaglio contro gli agenti. Chiediamo un pubblico ministero in strada ad ogni manifestazione; che si aprano inchiesta giudiziarie serie ogni volta che un poliziotto viene ferito, perché anche noi siamo lì per lavorare; che giornalisti e altri professionisti che seguono i servizi di ordine pubblico siano accreditati e forniti di pettorine ben visibili; che ogni operatore dei servizi di sicurezza abbia addosso la telecamera e che siano presenti operatori della scientifica in ogni varco. Tutto questo, senza se e senza ma”.