Frosinone-Juve Stabia 3-0: cosa è accaduto
Vittoria del Frosinone contro la Juve Stabia per 3-0 nel match di campionato nel lunedì dell’Immacolata Concezione. La gara parte con intensità, ma è il Frosinone a trovare il vantaggio sfruttando una delle prime vere occasioni concesse. La Juve Stabia prova a rispondere ma fatica a impensierire seriamente la retroguardia ciociara, subendo il palleggio e le accelerazioni avversarie sulle corsie esterne. I gialloblù cercano di restare compatti, ma la qualità tecnica degli ospiti pesa e poco dopo arriva il raddoppio, ancora una volta con fragilità difensive esposte e poco filtro in mezzo al campo. Le Vespe provano a riordinare le idee, aumentano la pressione ma non riescono a cambiare l’inerzia.
Nella ripresa Abate inserisce forze fresche per dare vivacità, ma la squadra non trova mai la profondità necessaria per riaprire i giochi. Il Frosinone resta lucido, gestisce il ritmo e colpisce una terza volta approfittando di un’altra disattenzione sul primo palo. Negli ultimi minuti la Juve Stabia tenta il tutto per tutto, ma senza creare reali pericoli. Il triplice fischio sancisce uno 0-3 netto, con i padroni di casa padroni anche del campo e i gialloblù costretti a riflettere su una serata complicata.
(Cronaca del match di Giuseppe D’Onofrio)
Frosinone-Juve Stabia 3-0: l’analisi tattica
Quella di Frosinone è stata una partita che mette a nudo limiti e aspetti su cui lavorare con urgenza. La Juve Stabia ha pagato soprattutto le letture difensive, dove le distanze tra i reparti si sono allungate troppo presto permettendo al Frosinone di giocare comodo tra le linee. Il pressing non è stato armonico: attaccanti in uscita, centrocampo in ritardo, difesa costretta ad abbassarsi. Risultato? Linee spezzate e marcature non allineate. Gli avversari hanno sfruttato proprio queste crepe, aggredendo i corridoi laterali e arrivando con frequenza sul fondo, da dove sono nati gol e occasioni pericolose.
In costruzione si è vista poca fluidità. L’uscita bassa è stata spesso rallentata da troppe conduzioni individuali, con la palla che ha viaggiato poco e lentamente. I terzini non sono riusciti ad accompagnare con continuità e la squadra non ha trovato ampiezza sufficiente per allargare il Frosinone. Candellone e Piscopo hanno dovuto lavorare spalle alla porta, venendo inghiottiti dai centrali senza ricevere linee pulite. Nei momenti in cui la Juve Stabia ha provato a verticalizzare, si è percepita la mancanza di supporto del centrocampo nei tempi giusti. Sono dettagli che fanno la differenza: mezzo secondo in ritardo e perdi tre metri di campo.
A livello mentale, dopo il primo gol la squadra si è disunita. È un aspetto su cui lavorare altrettanto quanto su tattica e tecnica. Nei momenti in cui serve lucidità, si è vista fretta, frenesia, qualche uscita palla insicura. Mantenere equilibrio emotivo è fondamentale per restare dentro la partita fino al novantesimo.
Questa sconfitta non deve diventare una condanna ma un campanello d’allarme. Le basi del progetto ci sono, il gruppo ha qualità e quando riesce a restare corto e aggressivo può giocarsela con chiunque. Servono però miglioramenti strutturati:
- linee più compatte tra difesa e centrocampo
- pressing coordinato e non episodico
- più coraggio nella gestione del pallone
- inserimenti dalle mezzali e dai quinti per dare alternative interne
- cattiveria nei duelli
Ripartire da ciò che non ha funzionato è l’unica strada per crescere. Le sconfitte pesano, ma sono lezioni. La Juve Stabia, per carattere e identità, ha dimostrato di saper reagire. Ora serve farlo di nuovo, tutti insieme, con più ordine, fame e convinzione.
JUVE STABIA – Le pagelle dei gialloblù
Confente 5
Serata storta. Subisce due gol sul suo palo con reattività non impeccabile, come l’intero reparto arretrato. Non riesce mai davvero a cambiare l’inerzia negativa.
Ruggero 5
L’avvio è convincente grazie a un paio di interventi puntuali, poi perde sicurezza e commette errori che pesano. In difficoltà evidente nella gestione della palla e nell’uno contro uno.
Dal 55′ Stabile 5 – Entra ma non incide, anzi soffre l’organizzazione avversaria.
Bellich 5
Prova a mantenere ordine e posizionamento, ma quando Raimondo accelera va in affanno. Si salva nella prima parte, poi i problemi aumentano.
Giorgini 5
Stagione fin qui positiva, ma questo match è una brusca frenata. Neto cala alla distanza e perde marcature pesanti, concedendo troppo. Non è la sua miglior giornata.
Carissoni 5
Probabilmente il più in difficoltà. Non trova continuità, perde duelli e fatica in entrambe le fasi. Ghedjemis e Kvernadze lo mettono spesso in crisi. Spinta offensiva quasi assente.
Mosti 5
Si nota solo per l’ammonizione, per il resto non riesce a incidere. Tocca pochi palloni e fatica a entrare nel ritmo partita.
Dal 82′ Leone sv
Correia 5
Buon approccio, aggressivo e utile nelle prime transizioni. Poi cala e sbaglia troppo. Concede campo agli avversari e perde lucidità.
Dal 61′ Maistro 5 – Non riesce a lasciare traccia nel finale.
Cacciamani 5
Pronti via sembra dentro il match, poi fatica come tanti. Alterna buone letture a errori che costano caro. Non sfrutta le occasioni per rendersi pericoloso.
Dal 82′ Mannini sv
Piscopo 5
Schierato vicino a Gabrielloni per aumentare peso offensivo, ma non trova mai la giocata utile. Si muove tanto ma senza precisione.
Dal 45′ De Pieri 5 – Mette energia, ma senza qualità determinante.
Candellone 5,5
Il capitano prova a trascinare, si batte e si sbatte su tutto il fronte offensivo. Aiuta la squadra e prova dialoghi stretti, ma manca la zampata.
Dal 55′ Leon sv
Pierobon 5
Lontano dalla forma migliore. Soffre i ritmi del Frosinone e fatica a reggere l’urto. Qualche lampo, ma poca continuità. Sostituito presto.
Ignazio Abate 5,5
L’atteggiamento iniziale è coraggioso e la squadra mostra personalità, ma le difficoltà emergono presto. Il Menti resta un fortino, mentre fuori casa serve uno step in più. Questo Frosinone è di livello superiore rispetto a molti avversari, ma la Juve Stabia deve imparare a reggere l’urto nei momenti critici.

