Undici anni vissuti sempre da protagonista. La promozione in serie B porta la sua firma, come già quella del 2011. Dal 2008 Franco Manniello è il patron della Juve Stabia, con cui ha legato, in maniera quasi indissolubilmente la sua vita.
A dispetto di tutto e di tutti, delle critiche e dei detrattori, considerato da tutti come il primo tifoso delle Vespe e come un vero e proprio padre da tutti i calciatori che si sono succeduti negli anni a Castellammare.
Con lui al timone, dapprima insieme a Franco Giglio, poi da solo, e quest’anno con una quota di minoranza, la Juve Stabia è stata sempre protagonista, facendo parlare di sé l’Italia intera.
Il primo campionato di Manniello è quello 2008/09. La squadra, reduce dalla salvezza conquistata ai play-out con il Lanciano, è affidata al riconfermato Maurizio Costantini. Dopo un’estate in cui il club sembrava a rischio iscrizione, l’avvento dei due dirigenti, con una cordata sponsorizzata dall’allora sindaco Vozza, porta in gialloblù fiori di campioni, con una squadra in cui sono presenti calciatori come Ametrano, Amore, Grieco, Biancone e Rastelli. Ma troppi galli nel pollaio finiscono per retrocedere in seconda divisione agli spareggi con il Lanciano, dopo l’avvicendamento in panchina di Morgia e Bonetti.
La società non si perde d’animo, ed anzi rilancia, scommettendo sulla voglia di riscatto di diversi calciatori, affidando la guida della prima squadra a Massimo Rastelli, passato dal campo alla panchina, e la gestione del mercato all’ex diesse del Napoli, Pavarese. In squadra un certo Danilo D’Ambrosio, passato al Torino in serie A a gennaio, ed i gol del bomber tutto stabiese, Gianluca De Angelis, segnano il ritorno in pompa magna in Prima Divisione.
Rastelli, però, alla vigilia del mercato, preferisce passare la mano, e la scelta del duo Manniello-Giglio ricade su Pierino Braglia, tecnico di navigata esperienza.
La squadra è composta da diversi elementi dell’undici promosso dalla C2, come Maury, Fumagalli, a cui si aggiungono elementi del calibro di Mezavilla, Corona, Tarantino, ed un certo Pavoletti (oggi bomber del Cagliari e della Nazionale), ancora sconosciuto ai più. La cavalcata è da sogno. Un girone di ritorno da incorniciare, il quinto posto agganciato che consente di disputare i play-off. Prima a cadere sotto i colpi di Corona e compagni è il Benevento, poi la finalissima del Flaminio con l’Atletico Roma. Il sogno è realtà, la Juve Stabia è in serie B dopo sessant’anni dalla prima volta dello Stabia.
Da incorniciare il primo anno in serie B. Arriva il vice cannoniere del torneo di serie C, Marco Sau, che a fine stagione arriverà a quota 21 centri, in una Juve Stabia che rischia seriamente di ritrovarsi nei play-off promozione in un’annata che vuole tra i cadetti squadre del calibro di Torino, Sampdoria e Palermo.
Il 2012/13 è il secondo di fila in serie B, un record per la Castellammare sportiva. La salvezza arriva senza troppi patemi con qualche giornata di anticipo, confermando la Juve Stabia nel gotha del calcio italiano.
Il 2013/14 è l’annus horribilis. Manniello si ritrova solo al comando della navicella e la squadra, nonostante nomi del calibro di Contini e Lanzaro, retrocede mestamente nonostante il cambio in panchina e l’avvicendamento tra Braglia e Pea. La squadra torna in serie C con tanto, troppo anticipo…
A dispetto di tante compagini che dopo la retrocessione in terza serie finiscono il proprio ciclo, Manniello riesce ancora una volta a rialzare la testa, a trovare la forza per proseguire, solo, a far calcio a Castellammare. Lo affianca il Baronetto di Posillipo, Gianni Improta, in panchina c’è Pippo Pancaro, e per lunghi tratti del campionato la Juve Stabia contende alla Salernitana la promozione diretta. Dopo l’esonero del tecnico, la squadra affidata a Salvini, riesce a qualificarsi per i play-off. Ma a Bassano, complice una rete annullata a Gomez nei supplementari, deve ingoiare il boccone amaro dell’eliminazione.
Ancora un’annata transitoria il 2015/16, con la squadra affidata prima a Ciullo e poi a Zavettieri, che riesce a centrare la salvezza tra non poche sofferenze. Stanco di mezze misure, il patron vuole la Juve Stabia protagonista. Manniello non bada a spese per approntare una formazione in grado di primeggiare, e l’affida all’ex, Gaetano Fontana. Un girone di andata da capolista, poi un mercato di gennaio da dimenticare con troppe prime donne che finiscono per minare la serenità e l’esonero del tecnico. A fine anno arrivano ancora i play-off, e la doppia sfida con la Reggiana. Come a Bassano, un gol regolare annullato, stavolta a Ripa, nella gara di ritorno al Menti, ed il sogno promozione svanisce…
Si riparte da Fabio Caserta e Ciro Ferrara per rilanciare un torneo di transizione in attesa di tempi migliori. Ma Manniello sotto sotto culla sempre il sogno del ritorno in serie B. E la squadra dello scorso anno ci va vicina, approdando ancora ai play-off. Ma la Reggiana si conferma bestia nera. Si inverte il campo, non il risultato, il discorso promozione è ancora rimandato. Ma stavolta solo di dodici mesi…
(Da Stabiaweek settimanale in broadcasting)

