Anthurium rossi con palme per i Santi Gaio, Fortunato, Anthes, simbolo del loro martirio; anthurium bianchi per San Gregorio VII, Papa illuminato che nel 1084 scelse Salerno (città natia) per gli ultimi anni della sua vita; albero della vita, invece, per San Giuseppe, padre putativo di Gesù; colonne fiorite per San Matteo Evangelista, il primo patrono della città
Sono stati questi gli allestimenti floreali che hanno accompagnato le statue dei sei santi patroni salernitani nel loro percorso cittadino. La processione è iniziata poco dopo le ore 18.00, con l’uscita dal Duomo salernitano dei diversi gruppi parrocchiali nonché delle realtà associative salernitane e provinciali. Intorno alle 18.30 l’uscita dei compatroni.
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I primi sono stati, nell’ordine, i santi Gaio, Fortunato e Anthes. Poi, è toccato a San Gregorio VII. Penultimo, e accolto da applausi e particolare venerazione, San Giuseppe, portato a spalla da circa 50 portatori (è il busto più pesante, ben 7 quintali!) e poi San Matteo.
La processione ha visto diverse tappe salienti: l’arrivo in piazza Portanova con il primo saluto/benedizione alla città, la benedizione del mare da parte di San Matteo Patrono, la benedizione al Comune e poi il rientro, intorno alle 22.00, tra gli abbracci delle persone. Nota di colore: in piazza Duomo era presente uno striscione bianco con su scritto
“Vangelo di Matteo: ero straniero e mi avete accolto!”


























