Forza Italia Pagani: il partito jolly o il contenitore di riserva per le prossime elezioni?

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di Marco Visconti

A Pagani, Forza Italia pare risvegliarsi dal lungo sonno, non tanto per un moto spontaneo, quanto per una possibile mutazione genetica da contenitore vuoto a contenitore utile. Del resto, la storia del partito azzurro in città è fatta di picchi vertiginosi e crolli altrettanto clamorosi. L’apice? Con la discesa in campo di Silvio Berlusconi e la contemporanea ascesa di Alberico Gambino, eletto sindaco sotto le insegne di Forza Italia. L’era Gambino fu anche l’era d’oro di FI. Poi, calato il sipario sul leader carismatico, il partito si è ridotto a un ricordo: elegante, nostalgico, ma politicamente ininfluente. Qualche tentativo di riesumazione si è visto con Nicola Campitiello e, più tardi, Vincenzo Calce ha ritrovato un partito completamente vuoto, molti dei suoi partecipanti sono andati nella sinistra, poi con Pietro Pisacane, presente in precedenza nella sinistra locale. Ma nulla che abbia riportato Forza Italia a un ruolo centrale.

E ora? Ora si torna a parlare di Forza Italia come del possibile partito contenitore delle prossime amministrative. Ciò lo fa presagire una riunione di FI a Salerno nel mese di febbraio. Secondo alcune indiscrezioni, finita la riunione, parlano in privato l’ex europarlamentare Lucia Vuolo, fino a poco tempo fa nella Lega, il navigato senatore Maurizio Gasparri e il sindaco Raffaele Maria De Prisco. Un vertice a tre che ricorda il “secondo triumvirato”. Mancava solo Ottaviano. O forse c’era, ma in incognito.

Arriva l’inferno delle ipotesi: De Prisco pronto a un salto in Forza Italia? FI come nuovo approdo per alcuni volti della sua amministrazione? I nomi che girano sono quelli dell’assessore Pietro Sessa, legato in precedenza alla Lega, dell’assessore Vincenzo D’Amato, prima presente in FdI, e del consigliere comunale Vincenzo Violante, vicino alle liste civiche. Ma come sempre, in politica tutto può cambiare in una notte. Per ora, Forza Italia resta lì: con un piede nel passato e, forse, un occhio al futuro per essere il nuovo contenitore che potrebbe creare fratture in seno a quella che potrebbe essere la coalizione di centro-destra alle prossime elezioni.