Tensione alle stelle ieri mattina ad Afragola. Al Moccia era in programma il big match di giornata tra i padroni di casa e la capolista Savoia.
Al termine della gara – finita sull’1-1, con il Savoia che mantiene dunque inalterato il vantaggio di 12 lunghezze sulla diretta inseguitrice – circostanziata è stata la denuncia sollevata dal club biancoscudato.
«Situazioni vergognose… frutto della premeditazione e probabilmente anche della frustrazione di chi, con vili ed anacronistici mezzucci, vorrebbe spostare la contesa oltre il rettangolo di gioco. La violenza si è perpetrata prima ai danni del pullman che trasportava i bianchi, al quale non è stato consentito l’ingresso al campo e che è stato preso a sprangate da numerosi tifosi… sotto gli occhi del commissario di campo, che ha accompagnato i bianchi e refertato il tutto, e delle forze dell’ordine, che nulla hanno fatto per tutelare appunto l’ordine in un match che si sapeva fosse teso». Poi, con la squadra che guadagna l’accesso agli spogliatoi con il sopraggiungere delle forze dell’ordine, «la violenza più grave si è abbattuta sulla dirigenza biancoscudata che, dopo le minacce pervenute in settimana attraverso i social e quant’altro, è stata presa a calci da ignoti, aiutati da steward ed impiegati dalla società Afragolese, che hanno devastato l’auto su cui erano a bordo il presidente Nuzzo ed il vice presidente Ruggiero, entrambi aggrediti con spranghe». Bilancio dell’assedio, un finestrino in frantumi. Quindi, nuova stoccata alle forze dell’ordine: «la polizia stava scortando il tutto ma nulla ha fatto, così come per i giornalisti torresi a cui va la nostra piena solidarietà. Arrivati al Moccia, infatti, nonostante richiesta d’accredito approvata sono stati costretti a scappare perché presi a sprangate e aggrediti. Il presidente Nuzzo, poi, è stato minacciato dal direttore generale Iazzetta ed ha subito un’aggressione, che ovviamente sarà denunciata, nella zona antistante gli spogliatoi per mano di persone riconducibili alla società rossoblù».
Quindi la secca replica del club rossoblù, che ha preliminarmente stigmatizzato ogni forma di violenza, esprimendo piena ed incondizionata solidarietà ai giornalisti «Rodolfo Nastro e Giuseppe D’Ambrosio, i quali avrebbero subito intimidazioni da un ristretto gruppo di persone e non hanno potuto assistere alla partita e svolgere regolarmente il proprio lavoro».
Poi le accuse rispedite al mittente. «La Vis Afragolese 1944 però non ci sta a subire alcune strumentalizzazioni che sono emerse da fantasiose ricostruzioni riportate soprattutto dalla società ospite e ci tiene a precisare che all’interno dello stadio non c’è assolutamente stata alcuna intimidazione nei confronti della squadra e dei dirigenti del Savoia… l’allenatore Franco Fabiano ha esordito con una vera e propria scenata, inveendo premeditatamente contro alcuni presenti. All’arrivo poi di Antonio Nuzzo accade l’impensabile: il presidente biancoscudato si presenta davanti al cancello d’ingresso e gli viene chiesto, dal nostro addetto alla porta, di identificarsi. La risposta di Nuzzo è di quelle da condannare: inserisce la prima ed entra nel parcheggio dello stadio investendo con la sua auto il nostro addetto ed uno steward, i quali sono tuttora in ospedale in attesa del referto. Il fatto che il signor Nuzzo si sia fatto medicare, come riportano alcuni organi di stampa, è solo un goffo tentativo di giustificare il suo atto teppistico nei confronti di due nostri collaboratori che in quel momento stavano solo svolgendo il proprio compito. Aggiungiamo inoltre che la presenza di Nuzzo al Moccia è stata assolutamente indebita, in quanto non è legalmente il presidente del Savoia e, dato che allo stadio potevano accedere solo i residenti nella città di Afragola, come disposto dalla Prefettura, non sarebbe potuto in nessun modo essere presente, non essendo né tesserato per il Savoia, né residente ad Afragola (come presidente figura il segretario D’Errico). Chiudiamo ribadendo la nostra totale solidarietà ai giornalisti di solosavoia.it e invitando il presidente del Comitato Regionale Salvatore Gagliano a venire al “Moccia” per constatare di persona non solo la correttezza della stragrande maggioranza dei tifosi afragolesi, che non può essere minata dalle azioni di una minoranza ristretta di individui, ma anche quella di tutti i componenti della nostra società che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, è composta da tutte persone per bene».

