di Nicola Baselice
“L’uomo guarda all’apparenza, ma il Signore guarda al Cuore.” Cosi parlava il profeta Samuele a Davide, migliaia di anni fa. Eppure, a distanza di secoli, quelle parole restano straordinariamente attuali. Forse oggi più che mai. Nell’era della comunicazione visiva, dell’immagine che corre veloce sui social e nei talk show, l’apparenza non è soltanto ciò che vediamo. È ciò che percepiamo – o crediamo di percepire – in un istante. In politica, quell’istante può fare la differenza.
Qualche giorno fa, ascoltando Radio Capital, ho sentito un commento del dottor Patrick Facciolo, analista della comunicazione, parlare del recente congresso di Forza Italia Giovani, del 31 maggio 2025. Lo ha paragonato a un remake del Festival di Sanremo 1985, dove il nuovo Segretario di FI Giovani sembrava un giovane Luis Miguel.
L’intervistato ha riferito di come il ministro Tajani, in jeans e sneakers, sarebbe stato perfetto per il ruolo visto il suo abbigliamento. Considerando la platea al quale si rivolgeva l’abbigliamento del nuovo segretario non sarebbe stato il più appropriato, troppo stile retro e troppo lontano da quello che dovrebbe rappresentare, i giovani.
Qual è il modo di vestire corretto per un giovane? Lo stile maranza che si vede sui social? Dove la classe è stata sostituita da uno scarso gusto per lo stile? I giovani tengono molto alla forma. La classe non è acqua e se il messaggio che si deve portare è importante il modo di vestire conta molto. Tralasciamo chi in passato si presentava ai giornalisti o alle conferenze con il pullover, altri uomini e altri contesti. Basti pensare che in una trasmissione lo stesso Briatore criticò duramente un concorrente per un vestito che addirittura gli calzava male.
L’abito non fa il monaco, ma è anche vero che il modo in cui ci presentiamo: pettinatura, barba, pulizia ed eleganza dice molto della persona che abbiamo davanti e del messaggio che vuole comunicare. Siamo sinceri: vi fareste mai curare da un medico che sembra un barbone? O vi fareste mai rappresentare da un avvocato che sembra lavorare in un fast food? Affidereste i vostri risparmi ad uno che vi si presenta come se fosse sulla spiaggia?
In quel contesto il nuovo segretario, con la sua eleganza e la sua classe ha lanciato un messaggio importante: “Non bisogna usare la discriminazione per puro calcolo politico“. Bisogna fare del bene verso il prossimo, essere inclusivi. La politica non deve servire a fare carriera o per puro interesse personale. La vera politica, nella sua essenza più nobile, nasce come strumento di mediazione, di ricerca del bene collettivo, di costruzione di una comunità giusta e solidale. Tutti noi abbiamo bisogno di una politica che includa, che ascolti e che costruisca ponti, non muri. La democrazia, senza un senso profondo di responsabilità verso il prossimo, verso gli ultimi, verso le nuove generazioni, non può funzionare. La forma, l’eleganza e il modo di presentarsi sono strumenti fondamentali per comunicare credibilità, autorevolezza in un ambito in cui ve ne è veramente bisogno e questo giovane leone ne ha da vendere.

