“Sono la moglie di un dipendente, a lavorare è solo mio marito ed abbiamo una bimba di quasi 3 anni… Togliere il lavoro ad un uomo significa toglierli la dignità, per non parlare del pane per se stesso e per la sua famiglia”. E’ solo uno dei tanti accorati appelli che arrivano dalle famiglie dei 120 dipendenti delle Fonderie Pisano che da tre settimane hanno sospeso ogni attività in seguito alla decisione del Gip di confermare il sequestro preventivo. Dopo il corteo pacifico per le strade del centro di Salerno insieme a mogli e figli gli operai dello stabilimento di via dei Greci sono sempre riuniti in assemblea permanente, nonostante abbiano deciso di sospendere provvisoriamente qualsiasi manifestazione in segno di lutto per la grave strage di Nizza. Ma questo sarà il primo mese senza stipendio per oltre 120 famiglie e restare in silenzio è impossibile. Da qui la decisione di avviare una raccolta firme su Change.org e in formato cartaceo per sensibilizzare le istituzioni affinchè garantiscano il diritto al lavoro e consentano la riapertura provvisoria delle Fonderie in attesa della delocalizzazione di cui è stato già avanzato un progetto in sede ministeriale.
“Tutto dipende da cosa avverrà nei prossimi giorni, aspettiamo delle risposte, noi speriamo e contiamo sul buonsenso delle istituzioni. La situazione è drammatica, si parla di lavoro, ma non dimentichiamo che per molti il lavoro è dignità”, spiega Tiziana Nigro, amministratore della pagina social ‘Fonderie Pisano dalla parte dei Lavoratori’ e moglie di un operaio delle Fonderie. “Ora la possibilità di far lavorare l’azienda in sicurezza c’è, l’imprenditore è pronto ad investire pur di garantire il lavoro a queste persone”. In pochi giorni sono state raccolte oltre 1000 firme e si va avanti senza sosta, come una grande famiglia unita e compatta cui non manca il sostegno della famiglia Pisano: “Potrebbe chiudere, non avrebbe alcun problema… non lo fa per loro, per gli operai… non lo fa per una questione di prestigio… i prodotti delle Fonderie rappresentano una delle eccellenze del territorio salernitano”. Ma il rischio è di veder svanire centinaia di posti di lavoro per colpa di un vuoto politico ultradecennale: “Credo fermamente che in una Nazione che si rispetti, lì dove c’è un’azienda che è in attivo e “sbanda” bisogna sicuramente accertarne le responsabilità, ma allo stesso tempo bisogna rimetterla sulla giusta strada. Ora la possibilità di far lavorare l’azienda in sicurezza c’è, l’imprenditore è pronto ad investire pur di garantire il lavoro a queste persone”.
Luigi Ciamburro

