Flotilla, liberati i quattro parlamentari italiani: “Stanno bene”

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Le autorità israeliane hanno rilasciato i quattro parlamentari italiani che facevano parte della Global Sumud Flotilla. Lo rende noto il Ministero degli Esteri: si tratta del senatore Marco Croatti (M5S), delle eurodeputate Annalisa Corrado (PD) e Benedetta Scuderi (AVS/Europa Verde) e del deputato Arturo Scotto (PD). I parlamentari erano stati fermati mentre la flottiglia si stava avvicinando alla costa di Gaza.

Secondo quanto comunicato dalla Farnesina e dall’ambasciata italiana a Tel Aviv, i quattro sono stati trasferiti all’aeroporto Ben Gurion e partiranno oggi per Roma su un volo di linea, assistiti dal personale consolare. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva intensificato i contatti con le autorità israeliane per sollecitarne la liberazione immediata.

L’ambasciatore d’Italia in Israele, Luca Ferrari, ha riferito di aver parlato con i parlamentari e con altri attivisti italiani trattenuti ad Ashdod, assicurando che «stanno tutti bene» e che non risultano segnalazioni di maltrattamenti; il consolato italiano è attivo per visite consolari e per accelerare il rilascio degli altri connazionali ancora trattenuti.

Il contesto: l’abbordaggio della flottiglia e i numeri

La Global Sumud Flotilla — partita da diversi porti del Mediterraneo con l’obiettivo dichiarato di consegnare aiuti e rompere il blocco navale su Gaza — è stata intercettata dalla Marina israeliana mentre si avvicinava alla Striscia. L’operazione, condotta in acque nelle vicinanze di Gaza, ha portato all’arresto di centinaia di attivisti internazionali a bordo delle imbarcazioni. Secondo agenzie internazionali, il numero complessivo degli arrestati si conta in alcune centinaia.

Sui connazionali coinvolti, il ministro e fonti diplomatiche italiane hanno riferito che le persone fermate di nazionalità italiana sono «circa 40» e che l’Italia sta seguendo la loro situazione per ottenere la loro rapida liberazione e rimpatrio.

I contatti diplomatici e le reazioni italiane

La notizia degli arresti dei 46 italiani aveva innescato una forte mobilitazione politica e sindacale in Italia: il Governo ha intensificato i contatti con le autorità israeliane (anche a livello ministeriale) per tutelare i cittadini italiani presenti a bordo, mentre parte dell’opinione pubblica e alcune sigle sindacali hanno organizzato iniziative e proteste in solidarietà con gli attivisti. Allo stesso tempo, dalla scena politica sono arrivate posizioni divergenti sulla partecipazione di parlamentari italiani a missioni di questo tipo.

Le autorità italiane hanno richiesto e ottenuto accesso consolare ai trattenuti ad Ashdod e nei centri di identificazione temporanei, e stanno coordinando il rimpatrio dei connazionali insieme alle controparti israeliane, secondo procedure che le autorità locali hanno indicato (ispezioni, pratiche di espulsione / rimpatrio).