Fiume Sarno, il dio offeso

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Sarà presentato sabato 15 febbraio alle ore 18 presso la Casa del Cittadino di Angri (Piazza Doria, 8) il libro Sarno, il dio offeso.

Il volume, il cui titolo allude alla rappresentazione divina del fiume che affresca la Casa del Larario del Sarno nell’area archeologica di Pompei, raccoglie tre ampi reportage fotografici di Alfonso Catalano, realizzati nel 1995, 2018 e 2019.

 

In occasione dell’incontro – organizzato dalle associazioni ABC Angri Bene Comune, Legambiente Oikos, Alba Vitae e Escursionauti – Alfonso Catalano e il curatore del libro Luigi Di Pace dialogheranno col pubblico, moderati da Massimo Padovano, per raccontare il viaggio nel tempo e nello spazio che, con più di 80 foto, mostra senza sconti lo scempio che il fiume Sarno ha subito e continua a subire.

 

Il primo nucleo di immagini risale al 1995. Tre giornalisti, Alfonso Catalano, Pasquale Stanzione e Luigi Di Pace, che sono soprattutto tre amici, fanno un viaggio lungo il fiume Sarno e i suoi affluenti con macchine fotografiche e taccuini. Una prima settimana di lavoro, poi altri ritorni per documentare e raccogliere storie. Parecchio materiale che all’epoca non venne pubblicato. Ripartendo da quelle diapositive, Catalano si è rimesso in viaggio ritornando sul fiume nelle estati del 2018 e 2019. Questa volta con un’attrezzatura diversa, che ha incluso un drone e persino una muta per scendere in acqua.

 

Centinaia di foto e video che hanno dato impulso al progetto Sarno, il dio offeso per raccontare il disastro senza perdere di vista il paesaggio, documentare lo scempio e incontrare le persone.

 

Questo libro fotografico è articolato in tre capitoli. 

Nei primi due, “Di acqua di lava di terra e di tufo” e “Horror Cloacae”, dedicati, rispettivamente, al paesaggio e all’inquinamento, le immagini seguono il flusso del fiume dalla sorgente alla foce, in modo trasversale rispetto al tempo in cui sono state scattate. Nell’ultimo, “Un fiume, di gente”, sono raccolti i ritratti, tutti realizzati nel 2019. Volti e corpi di donne e uomini che con tenacia e coraggio continuano a coltivare lungo il fiume, ultima precaria barriera fisica alla fine di ogni speranza.


Nel volume ci sono alcune riprese di Pasquale Stanzione, fotografo salernitano scomparso nel 2014. Questo libro è anche un omaggio al suo lavoro e alla sua figura.

 

Perché acquistare Sarno, il dio offeso?

«Per conoscere, per scoprire, per farsi un’idea. Questo libro – dicono Catalano e Di Pace – non risolverà l’inquinamento del bacino del Sarno ma vuole essere un modo per offrire il territorio del Sarno a chi non se lo aspetta così com’è, a chi ci vive e non ci fa più caso, a chi potrebbe intervenire ancora, a chi non l’ha mai visto. Si può credere che il disastro del Sarno sia un problema locale. Sarebbe un errore perché l’ambiente è un bene globale».

 

«La presentazione qui ad Angri di questa bella iniziativa editoriale – commenta Massimo Padovano, tra gli organizzatori dell’evento – ci offre non solo l’opportunità di avviare una riflessione approfondita sulle gravi criticità ambientali del nostro territorio ma anche di riannodare i fili spezzati del rapporto di una comunità con il suo fiume. I nostri genitori da bambini andavano a bagnarsi in quelle acque. Ora, a tanti che vivono nel perimetro di un’area urbanizzata sempre più vasta ma anche sempre più informe e confusa, sfugge proprio l’idea che da qualche parte, accanto a noi, scorra un fiume o ciò che una volta poteva essere chiamato tale».

 

Per la pubblicazione è in corso un crowdfunding sul sito Crowdbooks che si concluderà il 3 marzo prossimo. 

Il volume sarà stampato e distribuito grazie al contributo dei sostenitori, che possono acquistare in prevendita le copie – ricevendole poi a casa, al costo di 25 euro a volume, più le spese di spedizione – direttamente sulla pagina della campagna Sarno, il dio offeso