Così Filippo Sansone, candidato al Consiglio regionale della Campania con Noi Moderati a sostegno di Edmondo Cirielli, interviene sul tema del risanamento del fiume Sarno, da anni al centro delle più gravi emergenze ambientali del territorio.“Serve una visione d’insieme – spiega Sansone – che unisca controlli, trasparenza, manutenzione e partecipazione civica. Bisogna potenziare le autorità di vigilanza ambientale, centralizzare i dati pubblici sugli scarichi e creare piattaforme digitali aperte ai cittadini, per rendere tutti parte attiva nella tutela del fiume”.
Il candidato sottolinea la necessità di cantieri urgenti e manutenzione costante: “Vanno completate le opere di collettamento dei reflui, eseguiti dragaggi nei canali principali, messi in sicurezza gli argini e adeguati gli impianti di depurazione. Chi inquina deve pagare, con sanzioni rapide e certe: basta alibi e omissioni”.
Sansone propone inoltre di istituire un capitolo dedicato al fiume Sarno nel bilancio regionale, con fondi specifici e partenariati con università e centri di ricerca per sviluppare tecnologie di bonifica e monitoraggio ambientale avanzate.Ma l’obiettivo di Sansone va oltre la semplice bonifica: “Io ho già in mente un progetto innovativo – spiega – che guardi al futuro e punti a rendere il Sarno, un giorno, nuovamente balneabile. So che può sembrare una sfida ambiziosa, ma è proprio questa la misura del cambiamento che voglio portare: trasformare il fiume più inquinato d’Europa in un esempio di rinascita ambientale e orgoglio campano. Non è un sogno, è un piano concreto, basato su tecnologie moderne e su una gestione trasparente e coordinata”.
“Il Sarno deve diventare non solo oggetto di protezione, ma simbolo del cambiamento possibile – aggiunge –. È il banco di prova di una nuova politica ambientale che unisce istituzioni, imprese e cittadini. La Regione deve assumersi la responsabilità di guidare questo processo, coordinando comuni, Arpac e forze dell’ordine, affinché ogni euro investito produca risultati misurabili e duraturi”.

