Dall’alba di oggi un imponente dispiegamento di forze dell’ordine ha investito più province italiane: Toscana, Campania, Lombardia, Abruzzo e Sicilia. I carabinieri del comando provinciale di Firenze, su delega della DDA fiorentina, stanno eseguendo 12 misure cautelari personali e 20 perquisizioni nell’ambito dell’operazione denominata “Fingerprints”. L’ipotesi di reato contestata è quella di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti.
All’operazione partecipano oltre 100 carabinieri, che hanno agito simultaneamente in diverse province italiane. I militari hanno perquisito uffici, abitazioni e locali riconducibili agli indagati e sequestrato documenti, dispositivi elettronici e altri elementi che potranno ricostruire le reti e i percorsi del traffico illecito.
Secondo le prime ricostruzioni, l’organizzazione era strutturata su scala transnazionale, con collegamenti tra fornitori esterni e canali di distribuzione locali. A Firenze, otto indagati sono stati sottoposti alla custodia cautelare in carcere, mentre altri due sono stati collocati agli arresti domiciliari o segnalati con obbligo di presentazione presso le autorità.
Tra elementi chiave dell’indagine figurano l’esistenza di corrieri implicati nei trasporti via terra, l’uso di mezzi con doppi fondi e attività di occultamento sofisticato. Le perquisizioni mirano a fare luce sui flussi finanziari, sulle responsabilità interne e sul coordinamento logistico della rete.
Lo scandalo ha sollevato non poche preoccupazioni sul territorio: la cooperazione tra le procure e le forze dell’ordine locali sarà cruciale per smantellare l’intera struttura criminale. Le autorità giudiziarie promettono che nei prossimi giorni verranno rese note le motivazioni dettagliate dell’inchiesta e le strategie operative che hanno permesso il blitz simultaneo.

