di LUIGI CAPASSO Bisognava trovare una soluzione prima di Pasqua per Fincantieri e, quella soluzione, sulla carta c’è. Respirano i lavoratori e respira l’intera città di Castellammare al termine di un intenso lavoro politico che questa settimana ha portato il cantiere navale al centro delle discussioni sia sui tavoli della Regione che su quello di Palazzo Farnese.
SOLDI… SOLDI…
Mahomood ha fatto scuola e la notizia di fine marzo nella quale c’erano investimenti per 110 milioni su Fincantieri Castellammare ha ingolosito tutti, politici in primis che stanno cercando di tirare acqua al proprio mulino per dimostrare la loro vicinanza alla realtà stabiese. Il piano industriale del quale tutti parlano già c’è, deve essere sostenuto da nuove leggi che possono consentire all’azienda di ampliare la sua offerta e puntare su nuove commesse. Dei 110 milioni di investimenti annunciati, 40 saranno garantiti dall’azienda con investimenti diretti e altri con un piano industriale che al momento dell’approvazione consentirà di investire altri 70 milioni.
RINNOVAMENTO
La sfida di Fincantieri è la modernità. Non si discute l’esigenza di essere all’avanguardia in un settore dove la meccanica resta prioritaria, ma che con l’arrivo delle nuove tecnologie deve essere adeguata al mercato. A Castellammare si punta a diventare i leader nella sagomatura delle lamiere e nel taglio, grazie anche alla collaborazione con Margherita tronconi.
L’AMPLIAMENTO
Oggi Fincantieri Castellammare rientra in un gruppo dove c’è anche Fincantieri Infrastructure, che punta ai grandi appalti. Uno di questi, ovviamente, è la ricostruzione del Ponte Morandi crollato a Genova dove l’ad Bono è stato attaccato per la poca sensibilità mostrata insieme al Premier Conte quando c’è stato il taglio della torta proprio a forma di ponte.
IL PIANO INDUSTRIALE
La politica spinge, ma Fincantieri ha le idee chiare su ciò che intende fare. La prima richiesta che l’azienda farà alle istituzioni sarà l’ampliamento del bacino, da 32 a 45 metri, per realizzare navi più grandi. A questi dovrà essere associata la realizzazione di una piattaforma semisommergibile, probabilmente identica a quella Itarus, costruita dalla stessa Fincantieri per la società russa RosRAO, l’Impresa Federale Statale Unitaria per il trattamento dei rifiuti radioattivi.
L’unità è stata costruita nel cantiere integrato di Riva Trigoso-Muggiano con il supporto di quello di Palermo e sarà destinata al trasporto dei compartimenti di reattore di sottomarini nucleari dismessi dalla Marina Militare russa dall’area di stoccaggio di Sayda Bay al cantiere di Nerpa (e viceversa), antistanti alla penisola di Kola, nel mare di Barents. A Castellammare servirà al trasporto delle navi più grandi che saranno realizzate, prima del loro varo.
POSTI IN BALLO
Fincantieri Castellammare fa gol perché con l’attuazione del piano industriale, una volta a regime di produzione, per poter soddisfare le commesse bisognerà assumere altri 150 dipendenti nello stabilimento stabiese. Attualmente a Castellammare lavorano 550 persone, ma bisognerà raggiungere le 700 unità per la gestione dello stabilimento che sarà rinnovato anche nei macchinari.
IL CONSIGLIO REGIONALE
All’unanimità il Consiglio Regionale della Campania ha approvato la proposta arrivata da Armando Cesaro di Forza Italia che chiedeva non solo di “individuare tutti gli strumenti utili, normativi e finanziari” ma allo stesso modo di essere da supporto al “Piano Industriale affinché ridefinisca la mission produttiva dello stabilimento Fincantieri Castellammare, sia finanziariamente sia attraverso una più puntuale definizione del ruolo che il cantiere debba assumere all’interno della Zes, sia attraverso il sostegno alla formazione sul modello Fincantieri Academy”.
CAOS SU CESARO E DE LUCA
La riunione del Consiglio Regionale è stata duramente attaccata dal M5S che l’ha ritenuta inutile dal punto di vista produttivo. I consiglieri regionali Gennaro Saiello e Luigi Cirillo hanno attaccato duramente Armando Cesaro, ma soprattutto il Governatore Vincenzo De Luca: “La differenza tra la politica del fare e quella delle chiacchiere è stata rimarcata oggi nell’aula del Consiglio regionale. Ci aspettavamo di poter affrontare una discussione costruttiva su una questione delicata come quella del futuro della Fincantieri di Castellammare di Stabia. Ma a farci ricredere sono stati i soliti attori protagonisti di questi anni di disastro Campania. A partire da De Luca, grande assente in Consiglio, probabilmente per sfuggire dalle sue responsabilità. Passando per chi questa seduta l’ha proposta, ovvero il capogruppo di Forza Italia Armando Cesaro, presentatosi in aula già con un’ora di ritardo e il cui obiettivo era quello di fare propaganda sulla pelle dei lavoratori e di un’intera città, rappresentata in aula dai suoi amministratori, utilizzati come pretesto per i suoi sterili attacchi al nostro Governo e al ministro Di Maio. Un Governo che, dispiace per Cesaro, ha preso a cuore fin da subito le sorti di Fincantieri, attivando un tavolo con l’attuale management un tavolo a livello nazionale per monitorare ogni passaggio del piano industriale e impegnandosi a salvaguardare i livelli occupazionali”.
NON SOLO CESARO
A sposare le sorti stabiesi c’è anche Alfonso Longobardi, consigliere regionale che al termine della seduta, anche in qualità di vicepresidente della Commissione bilancio, si è espresso favorevolmente: “E’ ora di realizzare e concretizzare finalmente un Patto per Castellammare di Stabia e la Fincantieri. È un impegno doveroso che va assunto come Consiglio Regionale della Campania che oggi ha tenuto una seduta consiliare molto importante. È fondamentale che tutte le forze politiche di maggioranza e di opposizione assicurino il massimo sforzo per offrire una reale prospettiva sul futuro dei cantieri stabiesi e per lo sviluppo sano e duraturo del nostro territorio. I lavoratori e i cittadini non chiedono assistenzialismo ma prospettive, programmazione, investimenti. Bisogna fare in modo che a Castellammare di Stabia non solo arrivino altre commesse ma si possano costruire navi complete e non solo parti o porzioni di esse. Per questo ritengo indispensabile un nuovo patto per Castellammare di Stabia, che oltre i pregiudizi e senza posizioni di parte coinvolga tutti. Dobbiamo lavorare insieme, nel solo ed esclusivo interesse della Città e del territorio. I cantieri navali di Stabia sono la storia della cantieristica italiana, da sempre orgoglio e vanto della Città e della Campania tutta. Per questa ragione da oggi con la seduta del Consiglio Regionale della Campania deve partire una nuova era per la nostra cantieristica, la sua tutela e valorizzazione”.
IL SINDACO CIMMINO
Il sindaco di Castellammare di Stabia, Gaetano Cimmino, ha evidenziato la sua soddisfazione per la discussione in Consiglio Regionale. “A seguito dell’impegno profuso dall’amministrazione comunale, costantemente attenta e sensibile alle sorti del cantiere di Castellammare di Stabia, la vertenza Fincantieri è approdata in Regione Campania nell’ambito di un consiglio regionale monotematico incentrato sul Patto per Fincantieri. Il consiglio comunale che abbiamo promosso e svolto lo scorso 21 marzo su Fincantieri, invitando i rappresentanti delle istituzioni regionali, nazionali ed europee, è stato il punto di svolta per la convocazione dell’odierno consiglio regionale, nel corso del quale abbiamo riscontrato l’intento comune di contribuire tutti insieme al rilancio del cantiere stabiese”.

