La Festa dei Gigli di Crispano nel napoletano controllata dalla camorra. Il figlio del boss Antonio Cennamo (“Tanuccio ‘o malommo”), ha minacciato la “paranza” rivale facendo scappare 500 persone. Su questo episodio sta indagando l’antimafia: secondo gli inquirenti, Gioacchino Cennamo avrebbe allontanato una “paranza” rivale perché particolarmente abile a “cullare un giglio”, le macchine di cartapesta mosse da centinaia di persone. Il giovane avrebbe preso il microfono e urlato al capo paranza rivale: «Fai sempre questo, hai rotto le scatole, è meglio che te ne vai». In cinquecento hanno abbandonato la festa.

