La febbre catarrale degli ovini – o “blue tongue” – è arrivata anche fra Tramonti e Costiera Amalfitana, dove sono state segnalate quattro aziende ovine con sospetti clinici (tre a Tramonti e una a Ravello). In queste ore i veterinari della Costiera stanno procedendo all’invio di campioni al laboratorio per la conferma che si tratti di questa malattia, come avviene da prassi, ma non dovrebbero esserci più molti dubbi. Per la conferma di laboratorio ci vorrà del tempo, anche se fra gli abitanti e i semplici consumatori sembra regnare una certa apprensione. Non sarebbero gli unici casi riscontrati in provincia di Salerno, visto che altri focolai sono stati rilevati anche a sud dell’Asl di Salerno.
Non è una malattia pericolosa e non può contagiare l’uomo, né attraverso il contatto fisico, né per mezzo dei prodotti alimentari derivati da ovini e caprini, ma può provocare notevoli danni ai patrimoni zootecnici e contagiare allevamenti vicini e lontani.
Si tratta di un’infezione trasmessa dai Culicoidi, minuscole zanzare grandi quanto dei moscerini che riescono ad attraversare persino le tradizionali reti antizanzare. Succhiano il sangue di animali malati o portatori e trasmettono l’infezione ad altri allevamenti dopo essere trasportati a grandi distanze dal vento.
La febbre dall’Africa è giunta in Sicilia, Sardegna e Calabria meno di venti anni fa, per poi espandersi anche nel resto d’Italia e nel Nord Europa. L’infezione è caratterizzata da una sintomatologia molto grave negli ovini con febbre, scolo nasale, edema cranico e congestione delle mucose della bocca. Nei casi più gravi la lingua, ingrossata e cianotica, fuoriesce dalla bocca, da qui il nome di “lingua blu” dato alla malattia. L’infezione è anche responsabile di malformazione fetali e aborti.
In caso di conferma di infezione da “blue tongue”, l’area in cui ha sede l’azienda riscontrata positiva viene dichiarata area infetta in un raggio di 20 km, all’interno dei quali viene vietato ogni movimento di animali in entrata e uscita. Il Ministero della Salute prevede l’effettuazione della vaccinazione di massa, solo all’interno delle zone sottoposte a restrizioni sanitarie: in Sardegna questo drastico sistema ha azzerato il problema, in Campania forse hanno ancora qualche dubbio. O siamo solo agli inizi.
Luigi Ciamburro

