Fase 2, pronto ventilatore polmonare Made in Campania

Un ventilatore polmonare Made in Campania: è quello progettato e realizzato dal Distretto tecnologico aerospaziale campano – DAC- in collaborazione con la cattedra di Terapia intensiva della facoltà di Medicina dell’università Federico II di Napoli. Un progetto portato avanti grazie a una filiera di imprese campane che rappresenta l’inizio di una filiera che è a disposizione di tutta Italia e che sta lavorando a modelli ancora più avanzati. “Abbiamo deciso che dovevamo accettare la sfida di poter utilizzare la tecnologia a nostra conoscenza, integrata con i colleghi medici – ha spiegato in videoconferenza Luigi Carrino presidente del Dac – per tentare di mettere a punto un ventilatore professionale che rispondesse a tutti i requisiti necessari. Abbiamo imparato che il ventilatore polmonare non è una macchina che soffia, non è qualcosa che serve a mantenere in vita il paziente, ma è parte della cura”. “Siamo orgogliosi di offrire all’Italia – ha detto il presidente Vincenzo De Luca – un prodotto italiano che potrà garantire le forniture di ventilatori polmonari per il nostro Paese in maniera del tutto autonoma”.  “Una delle emergenze che abbiamo avuto nei mesi scorsi è stata quella di dotarci di ventilatori polmonari per le terapie intensive. Abbiamo avuto due mesi veramente drammatici da questo punto di vista, avevamo componenti informatiche e meccaniche che dovevano provenire da altri Paesi che non inviavano nulla in Italia. Per questo – ha concluso De Luca – abbiamo deciso di far partire un progetto di ricerca tutto campano, sfruttando alcune idee e alcune ipotesi già messe in campo negli anni passati”.

La realizzazione del prototipo di ventilatore innovativo polmonare (in fase avanzata di progettazione), la progettazione di kit per test genetici pronti, la valutazione di test su mascherine chirurgiche e la progettazione di un sistema di droni per attività di monitoraggio sono alcune delle attività avviate dal Presidio Tecnico/Scientifico Emergenza Sanitaria Covid-19 istituito nell’Università di Napoli Federico II e incardinato nel CeSMA – Centro Servizi Metrologici e Tecnologici Avanzati, in risposta all’invito del Governo ‘Innova per l’Italia’, per la riconversione delle imprese per il contrasto alla epidemia Covid-19. Sedici dipartimenti, più di 160 tra ricercatori e docenti della Federico II e 3 centri interdipartimentali sono a disposizione del mondo delle aziende.  Fornire al tessuto aziendale campano e nazionale mirati servizi di consulenza, prova e misurazione, allo stato dell’arte e aderenti a “rigorosi protocolli scientifici” e proporre lo sviluppo di innovazioni scientifiche e tecnologiche sono gli obiettivi del Presidio che si snoda su quattro aree di intervento:

  1. DPI: innovazione o riconversione industriale per accrescere, la disponibilità di dispositivi di protezione individuale, di cui sono responsabili i docenti Andrea D’Anna e Ivo Iavicoli.
  2. 2. RESPIRATORI: sistemi complessi per la respirazione*assistita, sezione affidata ai docenti Francesco Amato, Giuliana Fiorillo, Luigi Carrino e Giuseppe Servillo.
  3. 3. DIAGNOSTICA: strumenti innovativi per la diagnosi facilitata e veloce del Covid-19 che vede responsabili i docenti Giuseppe Castaldo e Paolo Netti.
  4. 4. MONITORAGGIO: tecnologie e strumenti per il monitoraggio, la
    prevenzione e il controllo della diffusione del Covid-19, affidato ai docenti Leopoldo Angrisani e Domenico Accardo. Numerosi enti e imprese hanno contattato il CeSMA anche per la valutazione delle caratteristiche di mascherine chirurgiche, mediante prove in grado di rispondere ai parametri richiesti dalla normativa di riferimento ed utili ai fini della richiesta
    di validazione da parte dell’ISS e dell’INAIL. Inoltre, in collaborazione con due grandi player del comparto aerospazio, Leonardo spa e Magnaghi Aeronautica spa, è stato invece avviato lo sviluppo dell’ innovativo ventilatore polmonare, partendo dall’iniziativa di un autorevole gruppo di ricerca
    internazionale e multidisciplinare.