Sperando di non scatenare polemiche, voglio condividere con voi la mia idea di ripresa economica. Non sono un esperto ed ho serie difficoltà a fare le divisioni a tre cifre ma reputo che la ricetta di seguito illustrata, sia concreta ed immediatamente realizzabile.
Non prevede esborsi diretti da parte dello Stato ma solo delle rinunce. Senza fare tante filosofie, se veramente il Governo vuole rilanciare l’Italia e considerando che non ha grosse somme a disposizione, credo debba e possa fare solo questo:
1. Ridurre le tasse al 10% per tutte le partite iva, per i prossimi 5 anni.
2. eliminare o ridurre drasticamente la burocrazia nella gestione o apertura ex novo di attività imprenditoriali.
3. azzeramento dei contributi previdenziali per i prossimi 5 anni, in caso di nuove assunzioni.
4. autocertificazione sufficiente per aprire nuove attività.
5. sgravi fiscali e compensazioni per i nuovi investimenti, di qualsiasi natura.
6. sostegno statale ai Comuni che incentivano l’apertura di nuove attività o l’ampliamento di quelle esistenti.
7. regole stringenti per la sleale concorrenza cinese ed est-europea.
8. favorire il rientro in Italia delle aziende costrette a dislocare.
9. ridurre drasticamente il costo dei pedaggi autostradali e del carburante, doppi rispetto a quelli degli altri paesi europei.
10. condono tombale per i debiti maturati alla data del 30 aprile 2020.
11. Imporre aiuti concreti all’Europa, senza se e senza ma, altrimenti VIA!
12. modifica erogazione reddito di cittadinanza: le nuove richieste o la percezione di quello attuale saranno subordinate alla prestazione di lavoro presso enti pubblici.
13. taglio spese della politica: riduzione degli stipendi di tutti i politici, parlamentari, presidenti di enti vari ed ogni altro “sistemato” a spese dello Stato. Le centinaia di milioni di euro recuperati, andranno a costituire per famiglie in difficoltà. Se chiedete sacrifici a noi, siate pronti a farle voi per primi.
Sarebbe un ottimo esempio!
Non il libro dei sogni, degli impegni e delle promesse.
Interventi concreti, realizzabili da subito, che consentiranno di ampliare l’esistente o aprire ex novo, assumendo personale e rimettendo in moto l’indotto economico della nostra Nazione. Tenetevi i vostri 600 euro ma lasciateci lavorare senza uno stato “pappone” alle spalle.Non sono i vostri soldi che ci faranno ripartire alla grande….ma la nostra ambizione, l’intelligenza, l’intraprendenza, lo spirito di sacrificio. Lo stato deve fare solo una cosa: scomparire (fiscalmente e burocraticamente parlando!) Al resto ci pensiamo noi imprenditori, liberi professionisti, industriali, commercianti, bottegai… il tessuto economico e produttivo italiano.
ANDREA VAGITO – POST FACEBOOK

