Fase 2 e Pil in caduta libera

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La fase 2 di cui si parla da tempo, vede Vittorio Colao, ex Ad di Vodafone, impegnato nella redazione di un piano che partirà dalla valutazione dei dati Inail.

La riapertura di alcune filiere già il 27 aprile è nella mente di chi considera la ripresa lavorativa una scelta obbligata, per scongiurare esiti ancora più negativi di quelli registrati fino ad ora.

“La Repubblica” stamane riporta in prima pagina un meno 15% del Pil nel primo semestre dell’anno che fa sudare freddo qualunque economista.

I primi settori a ripartire sarebbero quelli legati al made in Italy e all’export: moda, suto, mobili, per i quali il rischio contagio è molto basso.

Potrebbero esserci poche eccezioni che solo il premier Conte potrebbe individuare, anche se è sempre più chiaro l’orientamento del Governo che immagina una ripartenza solo dopo il 4 maggio.

L’incontro del Consiglio europeo è previsto per domani, e la riunione della cabina di regia con le forze politiche italiane, le regioni, i comuni, dovrebbe avvenire logicamente prima, quindi, tra stasera e giovedì mattina, prima di affrontare temi come il Mes e il Recovery bond.

Su Facebook martedì Conte scriveva: “Mi piacerebbe poter dire: riapriamo tutto. Subito. Ripartiamo domattina. Ma sarebbe irresponsabile. Farebbe risalire la curva del contagio. Non possiamo permetterci di agire affidandoci all’improvvisazione”.

L’allentamento delle misure preventive si avvierà sulla base di un piano strategico strutturato e articolato differenziato per regione, quindi mascherine e distanziamento sono le parole chiave per Conte, in attesa di un vaccino o di una terapia.

Nel piano è previsto un rafforzamento delle reti sanitarie, l’intensificazione della presenza di Covid hospital, l’uso dei test e la mappatura dei contatti sospetti.

La spinta alla riapertura delle aziende è forte soprattutto al Nord.

Il Pd propende per l’omogeneità delle decisioni sul territorio per evitare lacerazioni controproducenti; la posizione di “Italia Viva” con Renzi è ancora più critica nei confronti del Governo, e indica la sanificazione di tutti gli ambenti nelle aziende per la messa in sicurezza del lavoro come la soluzione più sensata alla quale guardare.

Concorde con questa posizione anche la Ministra delle Politiche agricole Bellanova.