“Farmacie comunali, l’incapacità di Salvati” la nota di “Insieme per Scafati”

Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa del gruppo “Insieme per Scafati”, a firma dei consiglieri comunali, Michele Grimaldi, Michele Russo, Michelangelo Ambrunzo, Alfonso Carotenuto.

Ecco il testo:

“La vicenda delle farmacie comunali è forse uno dei simboli dell’incapacità, della sciatteria e dalla mancata trasparenza dell’Amministrazione Salvati: in sintesi, dei danni che quotidianamente procurano alla nostra comunità. Dell’argomento se ne è discusso in consiglio comunale solo il 6 novembre, con una comunicazione lampo del Sindaco, e lo scorso 23 luglio, grazie ad un ordine del giorno aggiuntivo proposto da Insieme per Scafati assieme alle altre forze di opposizione. Nel mezzo, solo silenzi, immobilismo e passaggi poco chiari”.

Ecco la lettera inviata al Sindaco di Scafati Cristoforo Salvati, al Presidente del Consiglio comunale Mario Santocchio e alla Segretaria generale Giovanna Imparato e p.c. di Sua Eccellenza il Prefetto dott. Francesco Russo
della Corte dei Conti – Sezione regionale di Controllo per la Campania
dell’A.N.A.C. – Autorità nazionale anti corruzione
dell’ufficio Controllo Analogo – Comune di Scafati

CITTA’ DI SCAFATI

OGGETTO: “INTERPELLANZA – Farmacie comunali”

Interpellanza ai sensi dell’art. 43 comma 1 D.Lgs. 267/2000 (TUEL) e ai sensi degli articoli
47 e 49 del “Regolamento adunanze consiliari” approvato con deliberazione di Consiglio
comunale n.60 del 29/10/2012.
I sottoscritti Consigliere comunali, nell’esercizio delle loro funzioni,
Premesso
– la Comunicazione del Sindaco di Scafati, integralmente riportata nella deliberazione
del Consiglio comunale n. 28 del 6 novembre 2019;
– la Comunicazione del Sindaco di Scafati, integralmente riportata nella deliberazione
del Consiglio comunale n. 75 del 22 luglio 2020;
– la Delibera commissariale n. 64 del 5 luglio 2018.
Visto
– il punto 3 del verbale n. 77 del 02/05/2019 dell’Assemblea dei Sindaci del
Consorzio Farmaceutico Intercomunale (CFI) che testualmente recita: punto 3)”
L’Assemblea delibera all’unanimità di approvare l’ipotesi di ristoro, quantificata dal
consiglio di amministrazione, a seguito del recesso del Comune di Scafati dalla
compagine consortile (all.4); L ‘Assemblea, inoltre, delibera all’unanimità di
approvare lo schema di convenzione per la gestione delle farmacie comunali di
Scafati (all.5.)”;
– che nel suddetto verbale (n.77) del CFI si legge anche (pag. 8 dell’allegato “ipotesi
di determinazione ristoro dovuto dal comune di Scafati a seguito recesso dal
consorzio) che “Pertanto si ritiene congruo un ristoro calcolato sulla base del criterio
di cui alle tabelle precedenti, integrato dalla differenza tra valore effettivo
dell’investimento effettuato su ogni singola farmacia e l’apporto iniziale per un totale
di € 1.889.385. In ogni si rende necessaria la sottoscrizione di un documento
transattivo/convenzionale che, fino al 31.12.2019 (eventualmente prorogabile)
disciplini la gestione delle farmacie comunali di Scafati da parte del Consorzio
Farmaceutico lntercomunale nelle more della definizione condivisa dell’importo del
ristoro.”

– che nel suddetto verbale (n.77) del CFI nella parte afferente lo schema di proposta
di ristoro a proposito delle Farmacie comunali di Scafati si legge testualmente “il
fatturato della farmacia negli ultimi anni ha avuto una tendenza in aumento, mentre
i costi di gestione hanno avuto una tendenza in diminuzione”. (stesso documento
allegato pag 6 punto 3)
– che nel verbale n. 79 del 3 ottobre 2019 dell’Assemblea dei Sindaci del Consorzio
Farmaceutico Intercomunale (CFI) si apprende come il CFI deliberasse
all’unanimità (punto1 del verbale) di approvare la proposta del Comune di Scafati di
una ridefinizione del ristoro dovuto, previa accettazione da parte dell’Ente di alcune
clausole di garanzia, afferenti il bando di vendita delle farmacie comunali ed il
personale afferente le farmacie stesse;
– che nel suddetto verbale (n.79) del CFI, nell’allegato “Ipotesi di determinazione
ristoro dovuto dal Comune di Scafati a seguito recesso dal consorzio” afferente lo
schema di proposta di ristoro revisionato con nuovi calcoli a proposito delle
Farmacie comunali di Scafati si legge testualmente “il fatturato della farmacia negli
ultimi anni ha avuto una tendenza in diminuzione, mentre i costi di gestione hanno
avuto una tendenza in aumento”;
– che appare chiara una discrasia logica, lessicale e matematica tra le
valutazioni contenute nel verbale n.77 e quelle contenute nel n. 79 del CFI;
– che, l’art. 6 dello Statuto del CFI nel prevedere il rimborso al Comune recedente
delle sue quote, stabilisce che esse siano valutate in relazione al patrimonio del
Consorzio (che il comune ha contribuito a formare), alle eventuali ripercussioni
negative del recesso sulle attività del consorzio e alle soluzioni ed il costo delle
soluzioni proposte a tutela dei dipendenti;
– che il Presidente del Consiglio comunale Santocchio avv. Mario, entrando nel
merito di una vicenda gestionale di competenza della Giunta, il 24 maggio 2020
dichiarava alla stampa: “Vi sono dei punti sui quali non siamo d’accordo – aggiunge
– dopo essere però riusciti a rivedere al ribasso il ristoro chiesto dal consorzio”;
– che nel DUP – Bilancio di previsione approvato giusta deliberazione n.83 del
Consiglio comunale di Scafati dell’8 settembre 2020 non risulta esserci nessuna
voce di previsione di spesa inerente il ristoro eventualmente dovuto dall’ente
al CFI.
Evidenziato
– che il Presidente del Consiglio comunale Santocchio avv. Mario, entrando nel
merito di una vicenda gestionale di competenza della Giunta, il 20 febbraio 2020
dichiarava alla stampa: “prevediamo un bando in cui sarà possibile partecipare
anche per una o più farmacie, questo per permettere una più ampia partecipazione
e pluralità nelle offerte”.
Considerato
– che le Farmacie comunali sono una preziosa risorsa economica del nostro Ente e
potrebbero svolgere una fondamentale funzione sanitaria e sociale per la comunità
scafatese;
– che tra le misure necessarie al risanamento dell’Ente stabilite nel Piano di
Riequilibrio finanziario pluriennale è prevista l’alienazione delle Farmacie comunali;
– che si è appreso dalla stampa di una indagine in corso da parte della Guardia di
Finanza sull’argomento in oggetto;

– che Il deliberato della Corte dei conti Sezione controllo per la Campania del
12 dicembre 2019 individua la dismissione delle Farmacie comunali come
elemento essenziale del Piano di rientro proposto dall’Ente comune;
– che è necessario assicurare massima chiarezza e trasparenza in questa vicenda;
– che ad oggi il Consiglio comunale non è edotto nel merito, ed in maniera
documentale, sull’attuale gestione delle Farmacie, sulla convenzione tra il Comune
ed il Consorzio Farmaceutico Intercomunale, sul numero e sull’esito delle Perizie di
valutazione del valore delle Farmacie comunali, sugli atti propedeutici e preparatori
dell’eventuale Bando di vendita delle stesse.
Visto
– che ad oggi né il Consiglio comunale né alcuna Commissione consiliare hanno
notizia alcuna della più volte annunciata convenzione tra il Comune di Scafai ed il
Consorzio Farmaceutico intercomunale per la gestione delle Farmacie comunali;
– che ad oggi né il Consiglio comunale né alcuna Commissione consiliare hanno
notizia alcuna nel merito del più volte annunciato bando di vendita delle Farmacie
comunali;
– che da una recente inchiesta giudiziaria, che ha interessato tra gli altri il
Direttore Generale del CFI, dott. Sorrentino, emergono perplessità sulla
trasparenza e la correttezza dell’inventario, delle giacenze e del magazzino
del CFI stesso;
– che a quanto riportato dalla stampa relativamente a tale inchiesta, il Direttore
Generale del CFI, in un colloquio con il Sindaco di Eboli, avrebbe pronunciato le
seguenti testuali parole: “Ti ricordi la questione delle giacenze, mo’ stiamo facendo
il controllo del magazzino per il bilancio… io.. il presidente del Cda… questa è la
lettera… Bruno come ha detto si faceva… facciamo gli inventari e saniamo tutti gli
imbrogli che ci stanno, però dopo un mese vogliamo fare un secondo inventario e in
quella sede se c’è una differenza… possiamo farla così? o crea un altro casino? io
ho paura .. trattenuti … io i controlli li faccio ma senza trattenute, però questa”.
Tanto premesso, visto, evidenziato e considerato
i sottoscritti Consiglieri comunali, chiedono di essere edotti nel merito delle seguenti
questioni:
1) sul perché ad oggi non si stata ancora definita nel contenuto e sottoscritta
alcuna convenzione per il funzionamento delle farmacie comunali tra
l’Ente Comune ed il CFI;
2) su quali siano stati i criteri e le modalità di gestione delle farmacie
comunali adottati negli ultimi dodici mesi;
3) se l’ente abbia contezza del magazzino, dell’inventario e della cassa delle
farmacie comunali;
4) su quale sia la situazione contabile per ciascun centro di costo;
5) su quali siano state le entrate e le spese delle farmacie comunali
nell’ultimo e nell’attuale periodo di esercizio, e chi abbia provveduto a
monitorarle, verificarle e certificarle;
6) presso quali società, consorzi o strutture le Farmacie comunali abbiano
acquistato prodotti o servizi nell’ultimo e nell’attuale periodo di esercizio,
ed in base a quali valutazioni, contratti, atti e determine;

7) se prima di firmare una eventuale convenzione con il CFI il Comune abbia
intenzione di verificare costi, spese, inventario, magazzino e scelte
gestionali afferenti le farmacie comunali nel periodo intercorso tra il
recesso dal CFI da parte del Comune sino alla eventuale stipula della
convenzione;
8) sul perché nella bozza di Convenzione consegnata ai Consiglieri comunali
tramite accesso agli atti del 28/04/2020 n° protocollo 22666, si stabilisca
che il Comune e il Consorzio dovrebbero dividere costi e ricavi al 50%;
9) sul perché nella bozza di Convenzione consegnata ai Consiglieri comunali
tramite accesso agli atti del 28/04/2020 n° protocollo 22666, si stabilisca
una ripartizione in solido dei costi indiretti tra CFI e Comune;
10) sul perché esistono due stime diverse propedeutiche alla vendita delle
farmacie;
11) sul perché, nonostante più volte annunciato, il bando di vendita non è mai
stato sottoposto all’attenzione né delle Commissioni consiliari competenti
né tantomeno del Consiglio comunale;
12) sul perché, nonostante la vendita delle farmacie sia stata prevista dal
Piano di rientro presentato dal Comune alla Corte dei Conti e dalla stessa
approvato, e perché nonostante le note ed i richiami in merito da parte del
ragioniere capo Martellaro e del Collegio dei Revisori dei Conti, la
procedura sia bloccata da oltre un anno;
13) sul perché il Presidente del Consiglio comunale dichiara la volontà di
concedere un ristoro al CFI se sia il ragioniere capo Martellato sia il
Collegio dei Revisori dei conti non ritengono tale scelta un atto dovuto;
14) se il Sindaco abbia avuto contatti di qualsiasi sorta con soggetti privati
interessati ad acquisire informazioni in merito alla gestione e alla vendita
delle Farmacie comunali.

I consiglieri comunali, Michele Grimaldi, Michele Russo, Michelangelo Ambrunzo
e Alfonso Carotenuto