Falsi agriturismi in Irpinia: sanzioni a raffica

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Controlli a tappeto, in Irpinia, da parte dei carabinieri del Comando Provinciale di Avellino e del Gruppo Forestali per la Tutela Forestale, Ambientale ed Agroalimentare della Provincia: nel mirino dei militari, gli agriturismi del territorio. Scopo delle ispezioni, scovare i finti agriturismi – che danneggiano e fanno concorrenza sleale a quelli veri – ed elevare le relative sanzioni. Nel corso delle verifiche sono stati contestati illeciti amministrativi di vario genere, riscontrandosi irregolarità in relazione alla gestione dei rifiuti, alla normativa urbanistico-edilizia, alla normativa in tema di superamento delle barriere architettoniche, alla tracciabilità degli alimenti.
In alcuni casi addirittura è stato riscontrato l’uso non corretto di denominazione di “agriturismo”, anche mediante cartellonistica non regolare.
Dai controlli è emerso che diverse attività non potevano essere considerate “agrituristiche”, risultando sfornite del rapporto di prevalenza ore lavoro/ettari tra azienda agricola ed attività agrituristica, non somministrando pasti e bevande costituiti in misura prevalente da prodotti propri dell’azienda agrituristica o comunque provenienti da altre aziende agricole regionali certificate, con preferenza per i prodotti tipici e tradizionali e per quelli a marchio DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG.
Per  13 attività è stata quindi accertata la mancanza dei requisiti e della documentazione necessaria per esercitare attività agrituristica; l’utilizzo di denominazione aziendale suscettibili di indurre in errore i potenziali utenti, anche attraverso la non conformità della cartellonistica; l’omessa comunicazione al comune di qualsiasi variazione dell’attività agrituristica; l’omessa esposizione al pubblico della tabella indicante i servizi offerti; l’omessa o incompleta comunicazione al comune delle tariffe  o del periodo di apertura/chiusura; l’esposizione o applicazione di prezzi superiori a quelli comunicati al Comune”.
Sono stati contestati inoltre 70 illeciti amministrativi ed elevate sanzioni per un totale di oltre 40mila euro.
Nell’ambito dei medesimi accessi ispettivi sono state accertate violazioni a leggi speciali: inerenti la normativa per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone diversamente abili; la normativa inerente la sicurezza alimentare (assenza di tracciabilità degli alimenti poi sequestrati); infine, la normativa sulla gestione dei rifiuti, con il deferimento in stato di libertà alla competente Autorità Giudiziaria dei responsabili di quattro strutture ispezionate (precisamente 3 per violazioni alle norme urbanistico-edilizie ed uno per gestione illecita dei rifiuti prodotti in azienda).
Nove attività sono state infine segnalate ai Comuni di competenza: gli Enti dovranno adesso attivarsi per predisporne la chiusura per carenza dei requisiti imprescindibili allo svolgimento dell’attività agrituristica, in quanto suscettibili di indurre in errore i potenziali utenti, e per obbligare i responsabili a pubblicare, con spese a proprio carico, su un quotidiano a diffusione regionale e nazionale, la notizia di aver utilizzato una denominazione senza averne titolo.