Attestò la sua presenza sul posto di lavoro, ma in realtà era altrove. Si avvia a essere processato con l’accusa di truffa ai danni dello Stato un dipendente che svolgeva servizio di portineria presso l’ospedale Umberto I. Stando alle indagini della Procura, con una ricca informativa firmata dalla sezione investigativa della polizia di stato, il dipendente sarebbe riuscito ad indurre in errore l’amministrazione dell’ospedale, attestando falsamente per i mesi di marzo e aprile 2011 la sua presenza sul luogo di lavoro. Il raggiro sarebbe stato possibile grazie all’uso “fraudolento” del cartellino marcatempo, con il quale il 54enne avrebbe ottenuto un extra sulla propria retribuzione, che comprendeva le giornate di lavoro risultanti dalle schede di rilevazione delle presenze, ma di fatto mai svolte. Il giudice contesta all’uomo di aver commesso il “falso” per poi eseguire meglio la truffa. Quindi, con aggravante. Per lui, è stata chiesta la citazione diretta a giudizio
Nelle prossime settimane, il gup valuterà invece la posizione di due medici professionisti, a loro volta accusati di assenteismo. Stando ai risultati di una serie di controlli effettuati dai carabinieri anni fa, con l’obiettivo di contrastare fenomeni di assenteismo nei reparti e tra il personale, i due avrebbero fatto risultare la presenza sul posto di lavoro quando invece si trovavano altrove. Come è accaduto per un medico otorinolaringoiatra, che si assentò “per malattia” tra il 24 dicembre 2012 e il 31 gennaio 2013. La commissione interna all’ospedale gli contestò in quel periodo quattro visite che lo stesso aveva invece effettuato mentre si trovava a casa, “malato”. Le aveva fatte nel suo studio privato, ricavandone una somma complessiva di 400 euro. Un caposala invece, fu trovato altrove seppur avesse timbrato regolarmente il cartellino segnalando la sua presenza in corsia
