VIDEO | False assunzioni per raggirare l’Inps: arresti e sequestri nel Casertano

I militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa hanno dato esecuzione a 7 ordinanze cautelari – 5 in carcere e 2 ai domiciliari – e a decreti di sequestro preventivo di beni immobili, rapporti finanziari e partecipazioni societarie per circa 13 milioni di euro. I destinatari delle ordinanze sono accusati di far parte di un’associazione per delinquere, con base nell’Agro Aversano, attiva nell’emissione e nell’utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti nel settore edile, finalizzate a ottenere sgravi tributari e soprattutto a percepire indebite contribuzioni da parte degli enti previdenziali e assistenziali.

Truffa all'Inps: misure cautelari e sequestri nell'Agro Aversano

militari del Gruppo della Guardia di Finanza di Aversa hanno eseguito sette ordinanze applicative di misure cautelari, di cui cinque della custodia in carcere e due degli arresti domiciliari, nonché decreti di sequestro preventivo di beni immobili, rapporti finanziari e partecipazioni societarie per circa 13 milioni di euro. I soggetti destinatari delle ordinanze sono gravemente indiziati dell'appartenenza ad una associazione per delinquere, con base nell'agro aversano, attiva nell'emissione e nell'utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti nel settore edile, finalizzate, oltre ad ottenere i conseguenti sgravi tributari, anche e soprattutto a conseguire la percezione di indebite contribuzioni da parte degli Enti Previdenziali ed Assistenziali

Gepostet von MediaNews24 – MN24.it am Mittwoch, 18. April 2018

Nel mirino delle Fiamme Gialle 3 società che hanno prodotto falsi incartamenti per ottenere in maniera fraudolenta indennità di disoccupazione, maternità, cassa integrazione e assegni famigliari. La contabilità delle tre società, riconducibili di fatto a due imprenditori, era seguita da un unico studio di consulenza del lavoro. I professionisti, padre e figlio, fungevano da vera e propria cabina di regia, prestando stabilmente la propria consulenza specialistica e assicurando i rapporti con altre società operanti nello stesso settore edile.

Le società emettevano fatture false nei confronti di altri soggetti economici (anch’essi, spesso, gestiti dallo studio associato) ottenendo un duplice fine: favorire gli utilizzatori con un indebito risparmio di imposta attraverso la contabilizzazione di costi mai sostenuti; dare prova di operatività alle società, simulando un volume d’affari che potesse consentire la fittizia instaurazione di centinaia di rapporti di lavoro subordinato.

Dal 2011 al 2014 sono state perpetrate truffe ai danni dell’Inps per oltre 4 milioni di euro, relativamente a 600 posizioni lavorative fittizie, i cui compensi erogati erano in parte trattenuti dai consulenti del lavoro invischiati nella vicenda.

Dalle indagini è emerso che il legale rappresentante di una società si rivolgeva ai consulenti per regolarizzare un rapporto di lavoro a seguito di un grave incidente, nel quale restava vittima un carpentiere assunto in nero. Il consulente, poi, si adoperava per far in modo che nelle banche dati dell’Inail potesse risultare, a seguito di una sua comunicazione online, una retrodatazione dell’instaurazione del rapporto di lavoro al giorno precedente a quello dell’incidente.

Le misure in esame hanno riguardato anche i rappresentanti legali di un’altra società le cui condotte, emerse dalle indagini dei finanzieri a seguito di un’attività ispettiva dell’Agenzia delle Entrate, consistevano nel generare un volume d’affari, ritenuto inesistente, finalizzato al perseguimento dei medesimi scopi già citati, con la costituzione di ulteriori 108 rapporti di lavoro ritenuti fittizi, in conseguenza dei quali venivano indebitamente percepite indennità assistenziali di disoccupazione per oltre 800.000 euro.