Eventi e Spettacolo – “Fase 2” ancora lontana per cantanti, attori e musicisti

“Voglio andare a vivere in campagna”, cantava Toto Cotugno nel 1995. Nel 2020, all’epoca del coronavirus, diventa un monito ed un desiderio per molti, soprattutto per cantanti, attori e musicisti, per i quali la fase 2 sembra ancora lontana e non “possono più vivere in città dove per loro non c’è nulla da fare” .

La Pandemia ha tagliato le gambe a concerti, teatro, cinema e pianobar , fonte e causa di assembramenti. Molti artisti avrebbero dovuto cominciare la “stagione” a maggio chi con concerti, chi con rappresentazioni chi con serate fisse nei locali estivi.

Alcuni lavoratori del mondo dello spettacolo chiedono il rimborso dei 600 euro, ma sono pochi o niente per chi in una sola serata arrivava guadagnare tanto o molto di più. Spiega il musicista sardo Roberto Acciaro –“ per chi fa il mio mestiere il problema sta su due fronti: c’è quello economico , perché il lavoro è diviso tra quello sommerso e quello dichiarato , e non tutti possono ricorrere ai 600 euro dati dallo Stato.

E poi c’è quello sociale: il nostro è un mestiere che si fa  a contatto con gli altri. Chi fa piano bar suona perché c’è la gente. E se la gente non può venire è ovvio che salta tutto. Da noi sardi è tutto più complicato perché aspettiamo la stagione. L’unica scialuppa potrebbe arrivare da resort e locali all’aperto”.

Il “problema” sardo è un problema di tutta la nazione. Quella che può sembrare una categoria”secondaria” è in realtà una risorsa per la nostra anima. Come si vivrebbe senza ascoltare musica, leggere un libro, guardare un film? Abbiamo mai pensato a come sarebbe stata la quarantena senza televisione, letture e social?

Bisogna ingegnarsi per riportare in vita una categoria che aiuta il suo pubblico a restare in vita ogni giorno, senza chiedere nulla in cambio che interagire con esso.

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Giuseppina Rita De Stefano