Evade dai domiciliari per parlare con il giudice

Assolto in aula perché "non vi era l'intenzione di scappare"

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Evase dai domiciliari per parlare con un magistrato. Il tribunale lo assolve: «Non aveva intenzione di scappare». E’ quanto recita una sentenza del tribunale di Nocera Inferiore nei confronti di un 32enne nocerino, finito un anno fa coinvolto in un commercio di auto riciclate. L’attività del giovane, assistito dall’avvocato Vincenzo Sirica, finì al centro di un’inchiesta della magistratura, che scoprì un giro di auto ripulite dalla ribattitura e messe legalmente in vendita. Dalle autovetture incidentate e regolarmente acquistate venivano però asportate le targhette col numero di telaio, che erano poi “trapiantate” su auto identiche ma di provenienza furtiva, attraverso un sistema collaudato di riciclaggio. L’indagato finì agli arresti domiciliari.

Stando alla difesa del suo avvocato, l’uomo cominciò ad attraversare un periodo di forte stress, con litigi in famiglia fino alla rottura del braccialetto elettronico. Poco dopo, intenzionato a spiegare le sue ragioni ad un giudice, decise di uscire di casa per recarsi alla stazione dei carabinieri di Sarno. La misura cautelare era stata eseguita in quel comune. Il 30enne si presentò alla stazione, con l’insolita richiesta di voler parlare con un magistrato. L’azione gli costò cara, con una nuova misura agli arresti domiciliari, violata poco prima. Ma davanti al giudice per l’istruttoria, il nocerino uscì assolto. Il tribunale ha infatti richiamato una pronuncia della Cassazione, spiegando che l’uomo non aveva alcuna intenzione di fuggire né di allontanarsi dal comune dove era stato ristretto.

Nicola Sorrentino