Età pensionabile, aumenta senza dirlo e la Lega fa finta di nulla

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Pensioni, requisiti più alti dal 2029: stop al lavoro tre mesi più tardi
mn24.it

Alle pensioni non servono slogan. Servono numeri, scelte e responsabilità. E invece, mentre la manovra economica procede nel suo iter parlamentare, l’età pensionabile aumenta davvero. Un mese in più nel 2027, tre mesi in più nel 2028. Non è una previsione. È scritto nero su bianco. Eppure il dibattito politico continua a muoversi come se nulla stesse accadendo, tra rivendicazioni, mezze frasi e un teatrino che fatica a reggere alla prova dei fatti.

Il tema dell’età pensionabile torna così al centro della scena, non per una riforma strutturale, ma per un aggiustamento silenzioso che pesa su milioni di lavoratori. Un passaggio che contraddice anni di promesse elettorali e che riaccende una parola che molti credevano archiviata: Fornero.

La manovra e l’aumento che nessuno rivendica

Con l’aggancio automatico all’aspettativa di vita, il meccanismo previsto dalla normativa vigente produce un effetto chiaro: lavorare più a lungo. Dal 2027 scatterà un mese aggiuntivo, che diventerà tre mesi nel 2028. Una progressione graduale, certo, ma inesorabile.

Non è una novità tecnica. È una scelta politica che si inserisce in un quadro di finanza pubblica sempre più rigido. Eppure nessuno sembra volerla intestare apertamente. Da un lato si parla di “vittoria sulle pensioni”, dall’altro si evita accuratamente di spiegare cosa sta davvero accadendo. Il risultato è una narrazione sdoppiata: da una parte la comunicazione, dall’altra la realtà dei provvedimenti.

L’attacco del M5S e il nodo delle responsabilità

A rompere il silenzio è stato il Movimento 5 Stelle. Il senatore Mario Turco, vicepresidente del M5S, ha scelto parole taglienti, chiamando in causa direttamente la Lega. Secondo Turco, rivendicare successi sulle pensioni mentre l’età pensionabile aumenta equivale a prendere in giro il Paese.

Il riferimento è politico ma anche istituzionale. La Lega oggi esprime il ministro dell’Economia, un sottosegretario al Mef e ha avuto un ruolo centrale nelle scelte della Ragioneria generale dello Stato. Tradotto: non può chiamarsi fuori. Non può fingere di subire decisioni prese altrove.

La frase più pesante è quella che riecheggia come un’accusa simbolica: altro che cancellare la Fornero. Il meccanismo che porta all’aumento dell’età pensionabile non solo è vivo, ma continua a produrre effetti concreti.

Il ritorno della Fornero senza dirlo

Il punto politico sta tutto qui. La riforma Fornero è diventata negli anni un bersaglio retorico, un simbolo da abbattere in campagna elettorale. Ma nel concreto, nessun governo ha davvero smontato l’impianto che lega l’uscita dal lavoro all’aspettativa di vita.

Quota 100, quota 102, quota 103. Nomi diversi, durata limitata, soluzioni tampone. Intanto la struttura resta. E quando le misure temporanee finiscono, il sistema torna automaticamente a irrigidirsi.

L’aumento dell’età pensionabile previsto tra il 2027 e il 2028 è figlio diretto di questo schema. Non è una riforma dichiarata, ma una conseguenza programmata. Proprio per questo pesa di più: arriva senza dibattito, senza una vera assunzione di responsabilità politica.

L’impatto reale su lavoratori e famiglie

Dietro i mesi aggiuntivi ci sono vite concrete. Operai, impiegati, lavoratori usuranti che vedono allontanarsi ancora una volta il traguardo della pensione. Per chi è vicino all’uscita, anche un solo mese cambia programmi, equilibri familiari, prospettive di salute.

Il problema non è solo quanto si lavora, ma come. Senza una distinzione netta tra lavori diversi, carriere discontinue, aspettative di vita diseguali, l’aumento dell’età pensionabile colpisce sempre gli stessi. Chi ha iniziato presto. Chi svolge mansioni fisicamente pesanti. Chi ha meno strumenti per difendersi.

Ed è qui che il dibattito politico mostra tutte le sue crepe.

Tra propaganda e verità contabile

La distanza tra le promesse e i numeri è ormai evidente. Rivendicare successi mentre si approva una manovra che allunga l’età pensionabile significa chiedere agli elettori di non guardare le carte.

Il caso sollevato dal M5S non è solo uno scontro tra partiti. È il segnale di un problema più profondo: l’incapacità della politica di dire chiaramente cosa sta succedendo sul fronte pensioni.

Meno slogan, più trasparenza. Perché l’età pensionabile aumenta davvero. E fingere che sia una vittoria rischia di trasformare una scelta obbligata in un boomerang politico.