Estorsione e danneggiamento in nome del clan Matrone, in sei agli arresti

Nel corso delle prime luci della giornata, su disposizione della DDA di Salerno, i carabinieri del Reparto Territoriale di Nocera inferiore, con l’ausilio di unità cinofile ed il supporto aereo di un elicottero, hanno eseguito eseguendo un’ordinanza applicativa di misure cautelari personali (4 in carcere e 2 ai domiciliari) emessa dal GIP del Tribunale di Salerno nei confronti di 6 uomini.

Tra loro, spiccano Giuseppe Buonocore (44 anni) e Vincenzo Nappo (70 anni), rispettivamente genero e soggetto già ritenuto vicino al pregiudicato per reati di camorra scafatese Francesco Matrone, elemento apicale dell’omonimo clan attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Milano Opera. I destinatari della misura cautelare odierna risultano gravemente indiziati dei delitti di concorso in tentate estorsioni aggravate, reati in materia di armi e stupefacenti, danneggiamento e ricettazione, tutti commessi con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso per agevolare sodalizio di tipo mafioso.

Il provvedimento scaturisce dalle risultanze di una attività investigativa, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, delegata ai militari del Nucleo operativo del Reparto Territoriale del carabinieri di Nocera Inferiore, iniziata a seguito degli attentati ad attività commerciali commessi anche mediante l’utilizzo di ordigni esplosivi nella città di Scafati a partire dal giugno 2017.

Le indagini hanno permesso di documentare le responsabilità degli indagati in ordine a tre tentativi di estorsione posti in essere, tra i mesi di agosto e dicembre 2017, ai danni di imprenditori dell’area scafatese ai quali avevano indirizzato le richieste estorsive evocando l’appartenenza al sodalizio camorristico del clan Matrone di Scafati, ostentando la disponibilità ed utilizzando armi e materiale esplosivo. Sequestrate armi da sparo ed ordigni esplosivi di fattura artigianale classificati come micidiali, nonché un chilogrammo di sostanza stupefacente.

I carabinieri hanno poi dato esecuzione a più di 30 decreti di perquisizione domiciliare perla ricerca di ulteriori fonti di prova a carico degli arrestati e degli altri indagati, ritenuti a vario titolo, coinvolti nei fatti delittuosi.