Estorsione di camorra all’entourage di Gigi Finizio

0
46

Figurerebbe anche l’entourage del cantante napoletano Gigi Finizio tra le vittime delle estorsioni messe a segno o tentate dalla camorra che hanno portato all’arresto – da parte dei carabinieri – di 14 persone ritenute legate a tre diversi clan – Puca, Verde e Ranucci – attivi sui territori del Napoletano di Sant’Antimo, Sant’Arpino, Casandrino e Grumo Nevano.

La circostanza emerge da una intercettazione agli atti dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Napoli: l’estorsione risalirebbe al 21 aprile 2023 e nella conversazione due indagati fanno chiari riferimento all’imposizione di un pizzo da 5mila euro per consentire al cantante di potersi esibire a Sant’Antimo.

I gruppi criminali avrebbero stipulato un patto di alleanza, che avrebbe previsto la suddivisione dei territori di competenza e una cassa comune per gli introiti economici provento dei delitti. Il controllo del territorio sarebbe stato assicurato anche grazie alla forza di intimidazione derivante dalla disponibilità di numerose armi. Inoltre, sarebbero stati individuati diversi episodi estorsivi commessi in danno di imprenditori e commercianti. Le persone intercettate sono tutte destinatarie di una misura cautelare emessa dal gip di Napoli Anna Tirone.

Tredici arrestati un carcere, uno ai domiciliari

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Castello di Cisterna hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 14 persone (di cui 13 sottoposte alla misura della custodia in carcere, una a quella degli arresti domiciliari). Sono gravemente indiziate, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso nonché estorsioni, tentate estorsioni, detenzione e porto illegali di armi, delitti aggravati dal metodo mafioso e dalla finalità di agevolare i clan camorristici di rispettiva appartenenza.

In particolare, le indagini avrebbero evidenziato la perdurante operatività di tre diversi clan (Puca, Verde e Ranucci), attivi sui territori di S. Antimo, S. Arpino, Casandrino e Grumo Nevano, delineando le strutture gerarchiche e i rispettivi capi e/o reggenti. In questo contesto i gruppi criminali avrebbero stipulato un patto di alleanza, che avrebbe previsto la suddivisione dei territori di competenza e una cassa comune per gli introiti economici provento dei delitti. Il controllo del territorio sarebbe stato assicurato anche grazie alla forza di intimidazione derivante dalla disponibilità di numerose armi. Inoltre, sarebbero stati individuati diversi episodi estorsivi commessi in danno di imprenditori e commercianti.