Estorsione ad un imprenditore edile di Castel San Giorgio: condanna per il clan “Graziano”

0
862

Chiese un «regalo» ad un imprenditore edile in cambio di tranquillità e protezione. Per questi fatti, il 52enne collaboratore di giustizia Felice Graziano è stato condannato a 3 anni e 6 mesi con l’accusa di estorsione, aggravata dal metodo mafioso. Stando alle indagini, l’uomo fu accusato di essersi presentato con fare minaccioso a gennaio 2005 presso casa di Giovanni Carratù, imprenditore di Castel San Giorgio che da poco si era aggiudicato un appalto per la ristrutturazione della strada “Casa Sarno”. Gli disse che avrebbe potuto custodire i mezzi presso il cantiere di un altro imprenditore edile di Siano, vicino al clan di camorra “Graziano”, «per farli stare al sicuro e in un luogo vicino a quello di esecuzione dei lavori». Tutto questo in cambio di un «regalo», una somma di soldi in contanti che per la procura di Salerno fu chiesta mediante «minacce» e con metodo camorristico. Graziano avrebbe infatti sfruttato la sua appartenenza al clan omonimo, per ottenere quel “regalo”, che lui stesso non avrebbe definito tangente. L’estorsione non riuscì, vista la repentina denuncia della vittima, assistito dall’avvocato Giuseppe Buongiorno, ai carabinieri. Il 52enne è stato condannato dal gup presso il tribunale di Salerno attraverso il rito abbreviato.