Esplosione in Svizzera, le cause della strage: candele, petardi e soffitto in legno. Restano ancora molti interrogativi sull’Esplosione in Svizzera che nella notte di Capodanno ha trasformato una festa in una tragedia senza precedenti nella località alpina di Crans-Montana. Nell’incendio scoppiato nel bar Le Constellation hanno perso la vita circa 40 persone, in gran parte giovani, mentre decine di ragazzi sono rimasti feriti, alcuni in condizioni gravissime e tra di loro ci sono anche italiani.
Le indagini sono ancora in corso e la dinamica esatta non è stata chiarita, ma alcune piste stanno emergendo con sempre maggiore insistenza, grazie alle testimonianze dei sopravvissuti e alle prime valutazioni tecniche delle autorità.
Emanuele Galeppini la prima vittima italiana
Esclusa la pista terroristica
Durante la prima conferenza stampa ufficiale, la procuratrice generale Beatrice Pilloud ha escluso in modo netto qualsiasi collegamento con un attentato.
«L’ipotesi terroristica è assolutamente esclusa», ha dichiarato, confermando che si tratta di un incidente e non di un atto doloso premeditato.
L’attenzione degli inquirenti si concentra ora sulle condizioni del locale, sui materiali presenti all’interno e sulle modalità con cui il fuoco si è propagato in modo così rapido e letale.
I testimoni: «Tutto è partito dalle bottiglie di champagne»
Una delle ipotesi più accreditate arriva dal racconto diretto di alcuni giovani presenti nel locale. Due ragazze francesi, Emma e Albane, hanno raccontato alla tv all-news BFMTV scene drammatiche e rapidissime.
Secondo la loro testimonianza, le fiamme sarebbero partite da candeline accese sulle bottiglie di champagne, utilizzate durante i festeggiamenti:
«Una delle candeline è stata avvicinata troppo al soffitto, che ha preso fuoco. Nel giro di pochi secondi tutto il soffitto era in fiamme. Era tutto in legno».
Un dettaglio cruciale, questo, che spiegherebbe la velocità impressionante del rogo. Il soffitto del locale, completamente rivestito in legno, avrebbe favorito una combustione rapidissima.
Il “flashover”: quando il fuoco diventa incontrollabile
Gli esperti parlano di una dinamica compatibile con il cosiddetto flashover, un fenomeno estremamente pericoloso che si verifica soprattutto in ambienti chiusi e sotterranei. Il locale Le Constellation si trovava infatti nel piano seminterrato.
In queste condizioni, il calore prodotto dalle fiamme si accumula sotto il soffitto, i gas di combustione saturano l’ambiente e, in pochissimi istanti, l’intero spazio prende fuoco simultaneamente, rendendo impossibile ogni tentativo di fuga.
È probabilmente questo meccanismo che ha intrappolato decine di ragazzi, colti di sorpresa mentre stavano festeggiando l’arrivo del nuovo anno.
L’ipotesi del petardo o dei fuochi d’artificio
Accanto alla pista delle candele, un’altra ipotesi al vaglio riguarda l’eventuale esplosione di un petardo o di fuochi d’artificio all’interno del locale. A parlarne è stato anche l’ambasciatore italiano in Svizzera, Gian Lorenzo Cornado, intervenuto a Sky TG24.
Secondo questa ricostruzione, una deflagrazione iniziale potrebbe aver innescato l’incendio o aggravato una situazione già critica. Tuttavia, al momento, non ci sono conferme ufficiali e gli investigatori stanno analizzando ogni elemento con estrema cautela.
«Una deflagrazione fortissima»
A rafforzare l’ipotesi di un’esplosione iniziale è anche la testimonianza di Jeoffroy D’Amecourt, raccolta dalla Radiotelevisione Svizzera:
«Ho sentito una deflagrazione molto forte verso l’1:30. Non sembrava assolutamente un fuoco d’artificio, il rumore era davvero diverso».
Un racconto che lascia aperti più scenari e che rende ancora più complesso il lavoro degli inquirenti.
Sicurezza e uscite di emergenza sotto esame
Un altro punto centrale dell’inchiesta riguarda le misure di sicurezza del locale. Secondo diverse testimonianze, l’uscita di emergenza sarebbe stata una sola, attraverso una scala stretta, elemento che avrebbe reso la fuga quasi impossibile in una situazione di panico e fumo intenso.
Gli investigatori stanno verificando:
- il rispetto delle norme antincendio
- la presenza e il funzionamento dei sistemi di allarme
- la segnalazione delle uscite di sicurezza
- la capienza reale del locale al momento dell’incendio
Una strage che chiede risposte
L’Esplosione in Svizzera a Crans-Montana resta una ferita aperta. Le prossime ore e i prossimi giorni saranno decisivi per chiarire cosa sia realmente accaduto in quei pochi, drammatici minuti.
Intanto, le testimonianze dei sopravvissuti delineano un quadro sempre più chiaro: una combinazione letale di materiali infiammabili, affollamento e fuoco libero, in un ambiente chiuso, potrebbe aver trasformato una notte di festa in una delle peggiori tragedie di Capodanno degli ultimi anni in Europa.

