Esclusiva Mn 24 – Sibilia e la Nocerina una breve ma intensa storia d’amore

Una foto racconta il resto. Una panchina della Nocerina edizione 1979-80, prima partecipazione rossonera alla nuova C1, retrocessione fresca dalla B e voglia di immediato riscatto, notevoli risorse spese da Orsini e company, amichevole estiva con i rumeni di Lucescu ancora calciatore. Fu un disastro, la Nocerina riuscì soltanto a salvarsi, grazie alll’acume del subentrante tecnico Balestri, un toscano che aveva fatto pratica a Foggia con Puricelli, un toscano che intravide il talento giovane di Tardelli a Pisa. E si salvò, la Nocerina, grazie al gol dell’esordiente attaccante di Scafati che si chiamava Gabriele Scarfati,  segnò contro la Cavese. C’erano in quella squadra altri giovani ma non erano maturi, come Faccini e Nuccio, oppure il figlio d’arte Skoglund. Delusero i meno giovani, in particolare Pauselli e Spinelli. Ma torniamo alla panchina della foto, partendo da destra. L’indimenticabile Nicola Califano, molosso vero, prof di disegno alla De Lorenzo, accompagnatore-segretario-factotun rossonero. Quindi Mario Santececca, l’allenatore della prima parte della stagione, romano, aveva fatto bene prendendo il Bari da Losi ma a Nocera fu un flop completo. Poi il vice presidente Buscetto. L’attaccante di riserva Ciccio Pecoraro buonanima.

Tra i due medici sociali, Siniscalchi e Padovano, ecco Cosimo Sibilia, anni 20, terzino sinistro dotato fisicamente, elegante ma lento, un lungagnone di fascia. Aveva debuttato due anni prima in D nell’Irpinia, la squadra creato dal nulla dal padre, il notissimo Antonio, in un momento di contrasto con l’Avellino calcio. Sibilia a Nocera giocò essenzialmente nella Primavera di Fasolino, limitandosi a qualche apparizione in panchina con la prima squadra. Oggi è il numero due, anzi il numero uno e mezzo del calcio italiano, vice presidente vicario della Figc e presidente della Lega Nazionale Dilettanti. Ne ha fatta di strada quel giovanotto che sognava di diventare un gran terzino ma che è diventato uno dei padroni del vapore del pallone.