Mai e poi mai siamo abituati a vedere una Basilica di San Pietro così vuota. Una domenica delle Palme abbastanza inusuale è quella che si è respirata ieri, durante la celebrazione presieduta da Papa Francesco. Una contrapposizione di desolazione e magnificenza di una delle Basiliche più belle al mondo ha colpito per la sua cruda verità.
Una realtà che ormai sta facendo parte della nostra quotidianità da mesi, quella del Covid-19. Ad arginare ciò che rende difficile questa quarantena è sicuramente la fede. Sono 30 in tutto le persone presenti insieme a Papa Francesco che, in abito rosso e con lo sguardo assorto dalla sofferenza di questi giorni, celebra la Santa Messa. Dietro l’altare, da quando è scoppiata ufficialmente la pandemia, c’è l’icona della Madonna della Salus Populi Romani con, al suo fianco, il famoso crocefisso del 1522 di San Marcello al Corso. È qui che Sua Santità, insieme ad un grande ramoscello di palme intrecciato ha rievocato l’ingresso di Gesù a Gerusalemme per dare compimento alla sua morte e resurrezione. Una messa a dir poco toccante nella sua funzione e nelle parole che Papa Francesco rivolge a noi fedeli incitandoci sempre di più in questo periodo ad “amare, pregare, perdonare, prendersi cura degli altri, in famiglia come nella società “pensando “al bene che possiamo fare”. Ricordare che “la via del servizio è la via vincente, che ci ha salvati e che ci salva, ci salva la vita” ci permette di capire a pieno il senso della vita e delle nostre azioni. Non sempre siamo stati ben accetti ad aiutare il prossimo proprio perché non ne traiamo profitto personale. La nostra società o i valori che fino a poco tempo fa pervadevano la nostra mente erano individualistici, egoisti e per alcuni sono rimasti tali, ma è in questi momenti che bisogna rinascere e guardare “ai veri eroi, che in questi giorni vengono alla luce: non sono quelli che hanno fama, soldi e successo, ma quelli che danno sé stessi per servire gli altri”.
