Emergenza sanitaria. Miozzo, Comitato Tecnico Scientifico: “Bisogna attendere e poi valutare un nuovo lockdown”

 

Agostino Miozzo che presiede il Comitato Tecnico Scientifico, al Corriere della Sera fa il punto della situazione socio – sanitaria italiana.

“Dobbiamo orientare i comportamenti dei nostri concittadini al rispetto rigoroso del distanziamento, alla riduzione di tutti i contatti a rischio, alla limitazione di tutte le possibili occasioni di contagio. È la gradualità di comportamenti da mettere in atto come ultimo tentativo per evitare la ben più dolorosa decisione del lockdown generale” .

La mobilità

“Dal 18 aprile – afferma Miozzo – chiediamo di attuare ogni misura per ridurreipicchi di utilizzo del trasporto pubblico. I verbali dimostrano che lo abbiamo scritto per ben 20 volte sollecitando, a più riprese, un nuovo concetto di mobilità” .

Le realtà ospedaliere

Le strutture sanitarie italiane sono prese d’assalto quotidianamente, creando disagi ulteriori alla gestione di casi non riconducibili al Covid.  gli ospedali soffrono una pressione difficilmente sostenibile nel lungo periodo, soprattutto nei territori in ritardo nell’organizzazione dei percorsi dedicati ai pazienti Covid.

L’unico modo per alleggerire è coinvolgere medici di famiglia e pediatri di libera scelta fornendo loro tutti i mezzi per operare, i materiali di protezione, gli strumenti diagnostici. Con l’accordo appena siglato, il costo del tampone pari a 18€, tutti i cittadini potranno fare i tamponi rapidi con il loro medico”.

La scuola

“Io sono – afferma il tecnico – un fautore della scuola al 100%. Il vero coraggio è tenerle aperte e adattare il sistema a questa esigenza. Sono stati fatti miracoli per trasformare il cronico disastro del sistema scolastico in qualcosa che sia in grado di affrontare la crisi che stiamo passando. Dobbiamo difenderlo se non vogliamo trovarci centinaia di migliaia di ragazzi terrorizzati e affetti dalla sindrome della capanna”.

Agostino Miozzo conclude dicendo: “Dovremo aspettare almeno due settimane. Poi saremo pronti per decidere se abbiamo raggiunto il limite non compatibile e si deve passare ad un intervento più radicale come quello che abbiamo già dolorosamente sperimentato a marzo e aprile. Perché solo con il rispetto rigoroso delle regole, il lockdown potrà essere ricordato come una brutta esperienza del passato”.

Alina Cescofra