Emergenza Covid: Riscontro, la nota di Antonacchio all’ASL

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I contagi e i ricoveri stanno risalendo, i trend temporali di regioni come la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto e la Campania parlano chiaro. Un film già visto ? Dicesi “terza ondata“, un fenomeno non solo prevedibile, ma previsto, non perché il Covid-19 sia invisibile, ma perché siamo un paese cieco. O forse accecato da illusioni, disinformazioni ed evidenze basate su opinioni.

Il segretario Generale Pietro Antonacchio, CISL FP Salerno, sollecita gli organi competenti, quali ASL, di potenziare gli organici per far fronte a questa terza ondata. Richiama la nota del delegato della CISL FP del Presidio Ospedaliero di Eboli, Sparano Emiddio.

Ecco cosa scrive Pietro Antonacchio

“In riferimento all’oggetto si riscontra la nota ribadendo la necessità di potenziare il reclutamento straordinario già avviato, poiché purtroppo la terza ondata della pandemia, prevista da tutti, sta ormai mettendo a dura prova il sistema e gli operatori di tutti gli ospedali della nostra ASL.

Prevedere l’assegnazione di personale medico e infermieristico ai Pronto Soccorso anche accorpando unità operative, in alcuni casi presuppone la chiusura totale delle attività assistenziali di elezione, con grave danno ulteriore sullo stato di salute dei cittadini della nostra provincia.

Il dover affrontare in prima linea l’evoluzione della pandemia in atto mostra la necessità di reclutare ulteriormente personale infermieristico, operatori socio sanitari (nei reparti se ne contano 1 al massimo 2 per unità operativa nel mentre dovrebbero garantire assistenza socio sanitaria addirittura sulle 24 ore) e di tutto il personale tecnico-professionale-sanitario.

Infatti poca attenzione è stata posta alle condizioni in cui sono costretti a lavorare i professionisti dei servizi di radiologia, medici e tecnici, figure importanti per contrastare il momento e che stanno operando in prima linea   nell’ eseguire esami a pazienti sospetti e giunti in urgenza nei vari pronto soccorso e nei reparti COVID.

Per poter garantire i livelli minimi, soprattutto i tecnici di radiologia continuano a lavorare da soli senza il dovuto supporto di almeno un altro collega, come previsto ed “imposto” dalle linee guida della nostra stessa ASL e dai protocolli dell’ospedale “Cotugno”, riferimento regionale.

Da soli costretti a coprire turni di servizi in diverse diagnostiche contemporaneamente (compresa la diagnostica COVID).

Si intuisce facilmente lo stress psicofisico e la paura di sbagliare nella corsa continua a dover indossare tute, visiere etc., a doversi poi da soli svestire per poter correre in una altra diagnostica o in una sala operatoria.

La mancanza di serenità e di sicurezza influisce negativamente sulla vita relazionale di tutti gli operatori coinvolti.

Ma mentre in tutte le ASL d’Italia si continua a rafforzare il personale dei servizi di radiologia, la nostra Azienda forse non ha ancora ben chiara la importanza che riveste nell’emergenza COVID, un servizio di radiologia.

Nonostante le pressanti richieste dei Direttori di Struttura e delle Direzioni Sanitarie dei Macrocentri, resta incomprensibilmente sorda alla necessità di reclutamento di personale che da una sottostima dei vari Macrocentri ammonta ad almeno 20 unità (8 area sud – 10 area centro – 2 area nord), senza considerare le prossime quiescenze.

Eppure la Direzione Sanitaria Aziendale ha sempre immediatamente recepito le nostre precedenti note, autorizzando un immediato reclutamento.

Rafforzare e dare dignità ai lavoratori dovrebbe essere un dovere oltre che amministrativo anche morale.

Da diversi mesi oltre alla gestione della emergenza COVID, in tutti gli ospedali sono riprese tutte le altre attività di urgenza e di elezione: diagnostica generale e di pronto soccorso, TAC, sale operatorie chirurgiche, emodinamica e sala di elettrofisiologia, risonanza magnetica e quant’altro riferisce alla branca specialistica.

Come si intende garantire tutte queste diagnostiche quotidianamente in un contesto emergenziale in atto, senza un rafforzamento dell’organico e un potenziamento eccezionale, anche perché in assenza di riscontro sarà impossibile garantire tutela e sicurezza degli operatori, ma soprattutto dei pazienti e cittadini tutti.

Il Segretario Generale Pietro Antonacchio