Elezioni “sporcate” dalla camorra: in 24 rischiano il processo

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Gli intrecci tra camorra e politica finiscono davanti al gip. E’ fissata per il 15 marzo, infatti, l’udienza preliminare per l’indagine “Un’altra storia bis”, con al centro la figura del camorrista ex cutoliano, Antonio Pignataro. Sono 24 le persone che rischiano il processo, dopo la richiesta di rinvio a giudizio del pm Vincenzo Senatore. I reati vanno dallo scambio elettorale-politico mafioso alla corruzione elettorale, insieme ad un’altra serie di accuse satellite quali violenza privata e tentata estorsione. L’indagine è figlia di un’altra indagine più vasta condotta dai Ros diversi anni prima, concentrata sulle bande criminali a Nocera Inferiore. Vi è infatti un ulteriore filone aperto sull’associazione di stampo mafiosa, che coinvolte ex esponenti politici e pregiudicati. Davanti al gip compariranno Carmine e Giuseppe Afeltra; Gianluca Arcucci, Olga Clara Attanasio, Carlo Bianco (ex consigliere comunale), Emanuela, Marika e Soraya Cancro, Antonio Cesarano (ex assessore e vicesindaco), Ciro Eboli, Angela Consalvo, Francesco Gambardella, Nicola Maisto (ex consigliere comunale), Antonio Pignataro, Maria Grazia Romano, Luigi e Pio Sarno, Gerardo Villani, Rocco e Mirko Sileo, Mario Stanzione (ex candidato sindaco), il parroco Alfonso Santoriello, Pasquale Galasso e Luigi Chiavazzo.

E’ lo scambio elettorale politico-mafioso il reato chiave di tutta l’indagine. Un’accusa che ruota intorno ad una delibera d’indirizzo approvata dalla giunta del sindaco Manlio Torquato, a maggio scorso, che orientava gli uffici a valutare il cambio di destinazione ad un terreno adiacente la parrocchia di San Giuseppe. Su quel terreno sarebbe dovuta sorgere infatti una casa famiglia, oggetto di interessi speculativi da parte di Antonio Pignataro e Ciro Eboli, candidato con Pasquale D’Acunzi. A fare da tramite – secondo la Procura – tra la camorra e le istituzioni vi sarebbero stati prima Antonio Cesarano, ex vicesindaco e poi Carlo Bianco, ex consigliere comunale e delegato alla Nocera Multiservizi. La variante al Puc fu chiesta e firmata da Alfonso Santoriello, parrocco della chiesa di San Giuseppe, indagato per false dichiarazioni e poi sospeso dal Vescovo. Il progetto non andò mai in porto. Il blitz di agosto portò i diretti interessati in carcere e la delibera, dopo diversi mesi, fu sospesa e poi revocata dal sindaco Manlio Torquato.

L’altro filone d’indagine tocca invece il reato di corruzione elettorale: per quest’accusa, uno dei consiglieri eletti nelle liste di Manlio Torquato, Nicola Maisto, è stato costretto alle dimissioni. Il pm gli contesta l’aver sborsato una cifra in denaro per ottenere voti. La regia l’avrebbe condotta Luigi Sarno, ventenne vicino ad Antonio Pignataro, accusato di aver corrotto elettori e gestito l’affissione di manifesti per due candidati a sindaco, insieme ad un’altra serie di favori fatti a diversi consiglieri comunali eletti. Circostanza, quest’ultima, oggetto ancora d’indagine.