Elezioni. “Spartaco” Cucurachi si prende la piazza. Tripudio per il capitano

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Marco Cucurachi show, chiusura infuocata tra proposte e differenze. La serata si apre con buona musica e circa 300 persone ad aspettare il candidato sindaco.

Ad aprire le danze una collaboratrice dell’avvocato candidato alla poltrona di primo cittadino. Nominate le tre liste si passa subito allo stile empatico ed umano utilizzato per la campagna elettorale. Si arriva poi a parlare dell’ efficienza del centro per l’impiego della città, solo grazie al contributo dell’ aspirante primo cittadino. Citazioni forti concludono il discorso partendo da Falcone, De Filippo arrivando a Kassius Play (campione di pugilato).

È il turno di Marrazzo, che si presenta come un tecnico, persona vicina a Cucurachi. Marrazzo parla di agro diverso, si professa socialdemocratico e spinge l’idea di un distretto turistico che comprende 24 comuni tra cui Scafati.

Arriva Simone Valiante, deputato eletto nelle fila del PD e pilastro della politica democratica campana. Evidenzia le azioni politiche messe in atto sulla questione ambiente in collaborazione con il ministro Costa. Attacca Aliberti senza mezze misure attribuendogli il declino economico della città, portando con sé i “numeri”,riferendosi alle dichiarazioni IRPEF.

Poi il momento più caldo della serata. Marco Cucurachi, il Capitan Cucurachi. La folla lo aspetta, e lui non tradisce la sua gente. Parla del suo brutto carattere. Lo fa inserendo nel discorso un po’ di biografia – “A 23 anni ero già laureato e a 25 padre di famiglia “ -. Ripercorre un po’ la sua vita tornando all’adolescenza ricordando di quando si iscrisse alla scuola militare “Nunziatella”.

Tanti i temi della serata nonché della sua campagna elettorale. Ospedale, fiume, stadio, Palamangano, scuola e la riqualificazione del centro storico. L’ asticella si alza quando attacca le coalizioni avversarie, definendole ammucchiate e insalate miste, composte da trasformisti senza valori. Continua la sua offensiva contro Michele Russo (candidato del centro sinistra), definendolo tecnocrate, opportunista e servo della “Armata Brancaleone”. Non poteva mancare il ricordo dello scioglimento del comune per infiltrazioni cammorristiche.

Chiude con un saluto e un ringraziamento ai suoi compagni di viaggio, alle sue due figlie e a un bel pensiero particolare per Filippo Sansone (ex Alibertiano)