Elezioni Scafati. Salvati: “Mai più la tragedia dello scioglimento per mafia”

Piazza Vittorio Veneto gremita per Cristoforo Salvati

Può essere interpretata come la domenica del passaggio di consegne del centrodestra a Scafati. Da un lato il teatro che si svuota per protesta all’arrivo di Mara Carfagna a sostegno della candidatura di Fogliame, dall’altro piazza Vittorio Veneto stracolma quando Cristoforo Salvati, in contemporanea con Napoli-Inter (e non è un dettaglio trascurabile) parla alla cittadinanza.

A introdurre la serata la responsabile tecnica della campagna elettorale, l’avvocato Maria Pisani e il saluto del sindaco di sant’Egidio del Monte Albino, Nunzio Carpentieri.

La serata, però, è di Cristoforo Salvati, che a una settimana dal voto alza il tiro: “La tragedia di Scafati dello scioglimento per mafia non si ripeterà più. Ai dirigenti comunali dico che chi ha servito il re non può servire la Repubblica, ma serve rispetto per i tanti dipendenti comunali di questa città”.

Il candidato sindaco, sostenuto da 5 liste, nel suo discorso è diretto e affronta subito la problematica delle macerie scafatesi: “Scafati non deve cadere nelle mani sbagliate. C’è chi ha la faccia tosta di proporre il suo burattino e addirittura Forza Italia ha anche il coraggio di venire a Scafati e proclamare legalità, quella che negli anni di governo cittadino non hanno lontanamente immaginato. Andiamo oltre”.

Lo slogan della campagna elettorale di Cristoforo Salvati diventa anche lo spartiacque tra la vecchia e la nuova politica: “Nel mio programma parto dalla questione sicurezza: “Rivolgendoci al Ministro dell’Interno Matteo Salvini chiederemo l’aumento del numero di carabinieri in città e ci affideremo alla videosorveglianza, migliorando anche l’illuminazione che in certi casi può essere un deterrente ad atti criminosi”.

Scafati al collasso per i rifiuti, per Salvati non dovrà essere più così: “La questione ambientale va affrontata immediatamente. Vogliamo riportare i cassonetti in città e attuare il porta a porta. Per fare ciò servono assunzioni, bisogna ampliare l’organico per migliorare il servizio”.

Passaggi flash che rientrano in un programma strutturato con linearità: “Per affrontare la questione del fiume Sarno in maniera seria, avremo bisogno di importanti interlocutori, Scafati non può essere lasciata sola. Puntiamo alla rinascita del centro cittadino e ancora oggi mi chiedo come hanno ridotto la villa comunale, diventata il simbolo di deturpazione”.  

Inevitabilmente Salvati deve seguire il filo conduttore della recente storia cittadina, far capire ad una piazza che lo ascolta in religioso silenzio – interrotto solo da applausi – cosa ha distrutto Scafati. “Quando parlo di servizi sociali nel mio programmo è perché Scafati deve essere davvero solidale per i più poveri e non per la borghesia professionale con incarichi da 700mila euro. Purtroppo siamo già sotto attacco, noi non abbiamo mai parlato di centro commerciale, lo fanno perché non sanno di cosa parlare. Noi pensiamo a rilanciare il commercio cittadino attraverso gli sgravi fiscali, pensiamo a nuovi parcheggi in zona via San Francesco, in via Macello e via Passanti. Pensiamo a un bando per individuare una società dei tributi. E per un segnale di trasparenza nel settore dell’urbanistica si deve digitalizzare il servizio, il cittadino deve trovare la pratica edilizia sul sito internet del comune, non si deve fare la differenza, come in passato, se sia un elettore o meno. Per me, quando ci sono casi conclamati di abusivismo edilizio non bisogna abbattere le strutture, ma farle acquisire dal Comune”.

Tutto ciò impone un nuovo piano urbanistico, che è nel programma di Cristoforo Salvati: “Quando è stato discusso il vecchio piano urbanistico, io sono uscito dall’aula, perché era stato concepito per gli elettori della vecchia amministrazione. Noi lo penseremo per i cittadini di tutta Scafati! Ci sono 14 milioni di fondi europei per realizzare grandi opere in città e altri 7 milioni per il polo scolastico, che puntiamo a realizzare cercando anche di veicolare una parte dei fondi per la ristrutturazione della scuola in contrada Bagni e in via Martiri d’Ungheria”.

I servizi al cittadino sono di fondamentale importanza per il candidato sindaco: “Bisogna riprendere il comando del polo farmaceutico h24. E’ deprimente, per un medico di guardia come lo sono io, mandare il paziente in giro. Sono state fatte scelte deplorevoli in passato”.

Spazio anche alla cultura: “La biblioteca sarà un punto fondamentale del rilancio culturale. Abbiamo le professionalità giuste per attuare il nostro programma, ma anche in quel settore dobbiamo fare delle assunzioni perché l’organico è sottostimato”.

Salvati parla anche del rilancio della sanità cittadina: “E’ deprimente pensare ad un ospedale così ridotto. Bisogna rilanciarlo attraverso la chirurgia toracica, rendendolo così un punto di riferimento dell’intera zona”.

La barriera alzata con il vecchio centrodestra cittadino è sempre più evidente: “Il centrodestra di Scafati è quello di questa piazza, noi siamo andati via dal tavolo quando abbiamo capito che chi guidava la macchina cittadina stava portando Scafati fuori strada. Noi siamo un altro centrodestra, non quello familistico e a rischi di nuovi scioglimenti. Per questo vi chiedo di diffondere le nostre idee, perché il nostro obiettivo si chiama Scafati. Insieme andiamo oltre la cattiva politica”.

L’applauso di una piazza gremita in ogni ordine di posto è la conseguenza logica di chi sa di dover affidare la propria città a un uomo e un politico in grado di amministrarla. Per oltre un’ora dalla fine del comizio, poi, Salvati resta a stringere la mano e salutare i cittadini a Piazza Vittorio Veneto, dove l’inedito freddo di una serata di metà maggio viene riscaldato dalla speranza di una nuova Scafati.

Elezioni Scafati. Il monito di Alfonso Di Massa: “Le elezioni non sono una lotteria”