Un “comizio” nella roccaforte alibertiana. Un guanto di sfida, o meglio l’ennesimo colpo scambiato fra Santocchio e la famiglia Aliberti in una campagna elettorale diventata sfida personale .
La contrada 31, da sempre schierata dalla parte del centrodestra dell’ex sindaco ha ricevuto la visita del “nemico”. La “parlata” di Santocchio è stata incentrata nell’attacco totale all’ultimo amministratore in carica, invitando gli abitanti della contrada a dare una sterzata – “Questa è una zona che lo ha reso forte. E’ da qui che deve avvenire una risposta di cambiamento. Invece ancora vedo il padre e la madre a chiedere i voti. Noi metteremo fine ad una amministrazione clientelare, familiarista e personalistica. Ma evitare pure, di mettere il paese nelle mani delle sinistre” –
Poi la promessa a dir poco impegnativa – “Nei primi 100 giorni qui faremo una variante urbanistica per la realizzazione di una piazzetta e forniremo la scuola elementare di una palestra ed un parcheggio” –
Sul fotofinish arriva il candidato sindaco Salvati, atteso pochi minuti dalla fine del discorso del suo consigliere e promotore. Il dottore si esprime con meno fervore adottando diplomazia – “Siamo passati dalla maggioranza all’opposizione perchè non abbiamo condiviso una gestione scellerata. Città mortificata dai continui provvedimenti della magistratura. Se pur siamo vicini dal punto di vista umano, intendiamo comunque prendere fermamente le distanze dall’ex amministrazione. La nostra proposta se sarà accolta, Scafati non sarà mai più coinvolta in vicende di camorra” –

