Le radici dell’astio, si potrebbe definire tranquillamente odio, sono radicate. La rottura probabilmente avvenne quando l’allora sindaco Pasquale Aliberti decise per la candidatura di Monica Paolino (moglie). I senatori del primo squadrone alibertiano, contrariati dalla decisione, a poco a poco misero in pratica il disappunto generando poi la guerra infinita che ci porta ad oggi.
Oggi la situazione è la seguente: da una parte il candidato sindaco Salvati e il “vicario” avv. Mario Santocchio dall’altra Antonio Fogliame sindaco con l’accusa di Aliberti Pasquale “guida spirituale”. A sferrare gli attacchi efferati a colpi di “social post” sono Santocchio e Aliberti Nello (fratello).
Le contestazioni. Da parte dei “Fogliame sindaco”: la psicosi centro commerciale con il grande accusato di interessi propri, Mario Santocchio. La figura dello stesso Salvati che a detta degli avversari “subirebbe la personalità” del Santocchio.
Dal fronte “Salvati sindaco”: la critica morale sulle vicende giudiziarie e penali che hanno coinvolto l’ex sindaco. L’incandidabilità dello stesso Aliberti Pasquale che a detta degli ex senatori eserciterebbe ancora una certa influenza. Infine le esternazioni pubbliche di Nello Aliberti, accusato di influenzare la campagna elettorale.

