Sono 101 in totale i simboli politici presentati al Viminale per concorrere alle elezioni parlamentari del prossimo 25 settembre. I loghi sono stati depositati da 98 soggetti politici e verranno ora vagliati per capire quanti ne potranno essere ammessi e quali non lo saranno. Quando si votò nel 2018 i simboli presentati erano 103 e ne furono accolti 75.
Il 20 agosto la procedura sarà completa e potranno essere presentati i nomi dei rappresentanti delle liste. Attorno ad alcuni simboli è già nato clamore. Un caso tra tutti è quello della fiamma sul logo di Fratelli d’Italia. La senatrice a vita Liliana Segre aveva chiesto direttamente a Giorgia Meloni di toglierla per evitare richiami al Movimento Sociale Italiano. La leader, però, ha difeso il simbolo e ha tenuto tutto inalterato. Altri loghi invece, sono meno noti, ma non per questo non meritano attenzione.
Quindi la parola alla Cassazione, che avrà altre 48 ore per esprimersi sui ricorsi, entro il 18 agosto potranno adeguarsi e modificare il simbolo contestato oppure presentare ricorso presso l’Ufficio elettorale nazionale presso la Corte di Cassazione, il 20 agosto il Viminale comunicherà i nomi dei rappresentanti per le liste. Tra il 21 e il 22 agosto i partiti dovranno poi presentare la lista dei candidati.
Una carica di fantasia e di colore all’italiana oltre ai poli e ai partiti noti e stranoti.

Poco prima dello scadere è stato presentato un altro simbolo che ha suscitato clamore. Quello di Italiani con Draghi –Rinascimento.
Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, riferisce Palazzo Chigi, non ne sapeva nulla.
A causa di ciò è probabile che il logo non verrà accolto tra quelli da vagliare perché non soddisfa i requisiti di trasparenza richiesti.
Accanto a loghi e slogan più o meno fantasiosi, compaiono i classici simboli dei partiti degli anni ’80: scudocrociati, edera, garofano, falce e martello. A tema ‘divino’ Rinascimento di Vittorio Sgarbi che mostra il dettaglio della Sistina di Michelangelo, la famosa mano di Dio che crea Adamo. Ma soprattutto spiccano i Cattolici popolari uniti sul cui simbolo compare uno scudo crociato, e sarebbe il quinto, parzialmente coperto da un cuore che ricorda quello del Ppe, e un’aquila.
Curiosità
L’attrice romana, Gina Lollobrigida, per decenni icona del cinema italiano, si candida a 95 anni come capolista al collegio uninominale del Senato a Latina con Italia sovrana e popolare, la lista promossa da Partito comunista, Patria socialista, Azione civile, Ancora Italia e Riconquistare l’Italia «Sono stufa di sentire i politici litigare senza mai arrivare al dunque»
Entro il 16 agosto il Viminale deciderà in prima battuta sui ‘doppioni‘: quattro Democrazie cristiane; due Pli/ Sud chiama Nord/ Unioni popolari con De Magistris; un Partito comunista italiano e un Partito comunista dei lavoratori; svariate liste che includono la parola ‘moderati’.
Insomma, la corsa alle elezioni del 25 settembre, è ufficialmente partita.

