Elezione del presidente della Repubblica. Oggi alle 15:00 la prima votazione per il Quirinale

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Si svolgerà oggi, a partire dalle 15:00 la prima votazione per eleggere il nuovo capo dello Stato: le trattative tra i partiti non hanno portato a indicazioni chiare per il successore di Sergio Mattarella Quirinale.

La procedura di voto, già normalmente complessa, è stata ulteriormente complicata, quest’anno, dalle norme messe in atto contro la pandemia di Covid: la procedura per eleggere il presidente della Repubblica è stabilita dalla Costituzione (articoli 83, 84 e 85). Trenta giorni prima che scada il termine del mandato del capo dello Stato, recita appunto l’art. 85 della Carta, «il presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo presidente della Repubblica». Saranno 1.008,dopo la morte, domenica 23 gennaio, del deputato di Forza Italia Enzo Fasano, i Grandi elettori riuniti da oggi in seduta comune: 321 senatori, 630 deputati e 58 delegati regionali, tre per ogni Regione, ad eccezione della Valle d’Aosta che ne ha uno, designati in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze.

La Costituzione prevede che nelle prime tre votazioni la maggioranza richiesta per l’elezione sia quella dei due terzi dei componenti dell’Assemblea, che sulla base di 1.008 Grandi elettori sarebbe di 673 voti. Dal quarto scrutinio il quorum si abbassa: per essere eletti basterà la maggioranza assoluta dei componenti dell’Assemblea, pari a 505 voti. Non c’è una prassi certa sulla cadenza delle votazioni; la seduta comune è considerata un’unica seduta anche se si sviluppa in più giorni.

Per consuetudine voteranno prima tutti i senatori, poi i deputati e quindi i delegati regionali. La «chiama» dei Grandi elettori sarà ripetuta due volte. Ognuno entrerà nelle cabine poste sotto il banco della presidenza e scriverà il nome del candidato che intende votare nella scheda che gli verrà consegnata dal commesso, già timbrata e firmata dal segretario generale di Montecitorio. Quindi, uscito dalla cabina, l’elettore depositerà la scheda, ripiegata in quattro, nell’urna di vimini e raso verde, ribattezzata «l’insalatiera», davanti alla quale c’è un segretario di presidenza.

Lo spoglio viene eseguito dal presidente della Camera, che legge in Aula i nomi dei candidati uno ad uno ad alta voce. Il conto delle schede viene tenuto dai funzionari della Camera e dai componenti dell’ufficio di presidenza di Montecitorio, che si assumono il compito di scrutatori