Il 10 dicembre del 1944, all’apice del successo, la “Compagnia Teatro Umoristico: i De Filippo” si sciolse. Fino a quel momento, i fratelli Eduardo e Peppino De Filippo erano coppia fissa ed erano apprezzati sia quando si esibivano sui palcoscenici dei maggiori teatri italiani che quando andavano in scena sul grande schermo. Ma, dopo l’ennesima violenta discussione consumatasi al teatro Diana di Napoli durante le prove di uno spettacolo, i fratelli De Filippo che, non si parlavano più se non sulla scena, decisero di separarsi in maniera definitiva, anche professionalmente.
Luigi, figlio di Peppino De Filippo, raccontò quell’aneddoto in una intervista rilasciata a “La Repubblica” nel 2009, nel corso della quale spiegà che il rapporto tra i due fratelli, però, era già logorato da tempo come dimostra anche uno scambio di lettere conservate al Gabinetto Vieusseux di Firenze avvenuto nel luglio del 1942. Infatti, Peppino De Filippo aveva avuto il desiderio di smussare gli angoli e trovare un punto di incontro con il fratello maggiore. E così, il 2 luglio 1942, Peppino De Filippo scriveva una lettera al fratello Eduardo per riappacificarsi.
«Caro Eduardo,
se veramente, come sempre hai detto e fatto credere, io ho rovinato e potrei ancora rovinare i tuoi proponimenti artistici tenendoti ancora a me legato, dimmela francamente e con tutta sincerità; per quanto quella sincerità sia cruda, dolorosa e offensiva, come tu sai essere quando vuoi esserlo, io non farò che rispettarla e lasciarti libero della tua vita. Se al contrario credi che io possa ancora studiare con te e lavorare con te come ai nostri antichi tempi, non aspetto che una tua buona parola e ancora una volta saremo uniti nel nostro lavoro con lena e fiducia.
Se ho tentato di farti riappacificare con nostra madre, che da parecchio si sente offesa del tuo distacco e ne soffre, il mio non è un gesto di “viltà” come tu lo hai giudicato, no! L’avvicinarsi del Natale ha fatto nascere in me l’idea che forse l’atmosfera natalizia ti avrebbe fatto accettare la mia proposta di accontentare comunque nostra madre, che tra l’altro è noto ha un particolare affetto per te e le tue cose. Ora che stiamo per separarci nulla voglio trascurare perché i nostri rapporti tornino normali e logici. Se credi che un chiarimento possa giovare definitivamente, sono pronto a discutere su tutto con animo di artista e soprattutto di fratello.
Peppino»
La risposta di Eduardo De Filippo non tardò e rispose al fratello il 7 luglio, anch’egli con una lettera, in cui però usò parole e toni decisamente differenti.
«Caro Peppino,
ti pare che dopo quanto è accaduto fra me e te, dopo anni di veleno amarissimo… un semplice colpo di spugna può cancellare dal mio animo l’offesa e il risentimento? Tu dici: “Siamo fratelli”. Certo. E chi più di me ha saputo affrontare e comprendere questo sentimento? Credi che tu da estraneo avresti potuto infliggermi le torture morali che sistematicamente, minuto per minuto, mi infliggevi? L’amore fraterno è un sentimento da asilo infantile, credi a me. Fratelli si diventa dopo di avere guardato nell’animo di una persona come in uno specchio di acqua limpida… Scusami, ma io guardando nel tuo animo, il fondo non lo scorgo. La tua lettera è troppo ingenua».
© RIPRODUZIONE RISERVATA MN24
