Editoriale – Lecce-Napoli 0-1: gli azzurri vedono il traguardo

Il Napoli dopo la vittoria di Lecce vede il traguardo dello scudetto: il nostro editoriale

0
247
lecce napoli serie a scudetto raspadori traguardo
Foto: Il Napulegno

Editoriale – Lecce-Napoli, festa doveva essere e festa è stata al “Via Del Mare” di Lecce dove gli azzurri erano chiamati forse alla gara più difficile per una serie di motivi delle ultime 4 gare che potrebbero spalancare agli azzurri le porte dello scudetto.

Il Napoli scende in campo a Lecce con un 3-5-2 mascherato da 4-4-2 o 4-2-3-1 a seconda di come si voglia interpretare la posizione di Raspadori e McTominay in mezzo al campo. Conte boccia ancora una volta l’impiego di Rafa Marin al posto dell’infortunato Buongiorno e propone Olivera da difensore centrale, ruolo che di solito riveste nella nazionale uruguaiana. Assenti anche, e probabilmente lo saranno fino a fine stagione come Buongiorno anche Neres e Juan Jesus.

Deprecabile l’iniziale reazione della curva del Lecce (che sarà sicuramente punita dal giudice sportivo). Giusto il disappunto verso la Lega Serie A per non aver rinviato Atalanta-Lecce per la morte del fisioterapista Graziano Fiorita ma far sospendere la gara per 6 minuti per lancio ripetuto di petardi e bengala sul terreno di gioco, non è certamente il modo migliore per rappresentare lo schifo (sacrosanto) che si prova nei confronti delle istituzioni del calcio italiano.

L’evoluzione del match Lecce-Napoli che fa vedere al Napoli il traguardo.

E così il clima che era già accesissimo contro il Napoli diventa addirittura rovente. Napoli che dopo appena due minuti va addirittura in vantaggio, annullato dopo consultazione del VAR, autentica stortura del calcio moderno. Politano si accentra da destra e va al tiro deviato da Lukaku in porta ma il VAR corregge la decisione dell’arbitro per un’incollatura di mezzo scarpino del belga che sarebbe offside. Andando avanti di questo passo, finché non verrà corretta questa regola, prevedendo che sia offside solo quando c’è luce tra attaccante e ultimo difensore, si perderà proprio la finalità del fuorigioco che fu una delle prime regole istituite nel mondo del calcio.

Il Napoli però il vantaggio lo trova lo stesso al minuto 24 con un’esecuzione magistrale di Raspadori che dal limite, complice anche un “velo” perfetto di McTominay, non da scampo al portiere Falcone del Lecce: palla nell’angolino più lontano della porta dove Falcone non vede la sfera proprio partire dai piedi dell’attaccante azzurro.

Il Lecce si vede dalle parti di Meret solo sul finire del primo tempo quando Gaspar centra di testa la traversa su angolo battuto dalla sinistra ma il Napoli, tranne questo episodio, gestisce benissimo e domina tutta la prima frazione di gioco che si gioca prevalentemente nella metà campo dei pugliesi.

Nel secondo tempo storia leggermente diversa ma non tantissimo. Nel primo quarto d’ora il Napoli arriverebbe anche al raddoppio di testa di Olivera su angolo ma il gol viene annullato per fallo di McTominay sul portiere Falcone. Poi, complice anche l’infortunio di Lobotka toccato duro già nel primo tempo sulla caviglia, il Napoli barcolla per un po’. In realtà fino alla fine del match c’è uno sterile possesso palla del Lecce con gli azzurri che arretrano troppo pericolosamente il baricentro ma il Napoli non corre mai seri rischi tranne che in una sola occasione con un tiro dalla distanza su cui si supera Meret. Conte nel post-giustifica questa fase del match un po’ bruttina del Napoli con la volontà di proteggere il risultato e gestire un match dove vincere o pareggiare non erano assolutamente oggi la stessa cosa. Alla fine per il tecnico azzurro chi vincerà lo scudetto farà la storia e chi arriverà secondo potrà solo leggere e non sarà ricordato da nessuno. E come dargli torto?

Il Napoli pragmatico di Conte a Lecce doveva solo vincere e così è stato. Troppo importanti i tre punti vista anche la quasi contemporanea vittoria della rivale Inter sul Verona per 1-0 su rigore. Distanza immutate ma il Napoli ha sempre più in mano il proprio destino. Due in casa con Genoa e Cagliari e una fuori a Parma. Con 7 punti (due vittorie e un pari) il Napoli sarebbe matematicamente campione d’Italia a prescindere dal probabile filotto dell’Inter. Nel prossimo turno Torino-Inter e Napoli-Genoa. Sarà scritta un’altra pagina importante di questo tricolore sempre più avvincente. Usando una metafora ciclistica, i due rivali sono entrambi sui pedali con il Napoli un’incollatura più avanti. E questa incollatura di vantaggio, che non è poco in uno sprint ormai lanciato, deve essere mantenuta fino alla linea del traguardo. Avanti Napoli…..