Edilizia, chiesa e scommesse: il Nolano nelle mani della camorra

0
136

Il Nolano sotto il controllo della camorra: compravendite immobiliari, estorsioni tramite studi professionali, scommesse clandestine e voto di scambio politico. Non c’era quasi nessuna attività economica, imprenditoriale o politica della zona che non fosse influenzata dai clan, in particolare dal clan Russo, affiancato dalla potente famiglia Licciardi, storica componente dell’Alleanza di Secondigliano.

A delineare questo quadro è l’inchiesta dei Carabinieri coordinata dal pm della DDA Henry John Woodcock, definita dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri come uno spaccato significativo sulle dinamiche criminali e sul livello organizzativo raggiunto dalle mafie locali.

Gli arresti e le figure coinvolte

L’operazione ha portato all’arresto di 44 persone: 34 in carcere e 10 agli arresti domiciliari. Tra gli indagati figurano anche politici locali coinvolti nelle elezioni comunali: a Cicciano, per le elezioni del maggio 2023, e a Casamarciano, per quelle del giugno 2022, alcuni candidati avrebbero ricevuto appoggio elettorale dal clan Russo.

A Cicciano cinque persone sono accusate di voto di scambio politico-mafioso: tre presunti appartenenti al clan, un intermediario e il sindaco eletto. A Casamarciano, tra gli indagati, figura un candidato sindaco non eletto. Secondo i pm, i beneficiari delle preferenze avrebbero promesso 18.500 euro in cambio di sostegno agli interessi della camorra.

Scommesse e intimidazioni

Tra i destinatari della misura cautelare c’è anche un candidato alle prossime amministrative di Monteforte Irpino (Avellino), attivo nel settore delle scommesse per conto del clan Russo, e un consigliere comunale di Nola, accusato di aver minacciato un’ingegnera responsabile dell’ufficio tecnico comunale per favorire gli interessi del clan.

Estorsioni 2.0 grazie a uno studio di ingegneria

Un elemento di rilievo dell’inchiesta è la “modernizzazione” delle estorsioni, definite 2.0 dagli inquirenti. Un rampollo del clan Russo, laureato in ingegneria e finito in carcere, utilizzava lo studio in cui lavorava per imporre la propria influenza nelle consulenze, nei progetti e nelle pratiche edilizie, ottenendo vantaggi economici e controllo sul territorio.