Davanti ad una escalation del problema “monnezza”: politici, associazioni, comitati e semplici cittadini si sono riuniti davanti al piazzale della chiesa di S. Bartolomeo, rispondendo compatti alla civica chiamate, per tutelare Salute e Ambiente. A scendere in piazza sono ancora una volta cittadini ed attivisti, per riaffermare la volontà della comunità tutta, di poter vivere in un ambiente, in una città, che non sia ad alto rischio di neoplasie come rilevato secondo recenti studi cui è sottoposto il comprensorio del Sele ed anche la città di Eboli, insieme alla viciniore Battipaglia.
Lo spunto è l’incendio recente della New Rigeneral Plast di Battipaglia, il 4° incendio di un sito di stoccaggio privato in un anno, e di quelle 2000 cosiddette ex Ecoballe stoccate e depositate da anni nei piazzali di una società che ha come Amministratrice Unica, nominata pochi giorni prima del rogo, la spagnola Rodriguez Valera Mariaresidente a La Ploba de Palumet in Spagna, con il sospetto coram populo, di una regia occulta voluta da una sorta di “Spectre della Monnezza”.
Nel piazzale antistante la chiesa di San Bartolomeo Apostolo di Eboli, si è consumato un evento voluto ed organizzato dal comitato Eboli dice No, di Erasmo Venosi, ma specialmente grazie all’opera di coinvolgimento a 360° di Rosa Adelizzi, presidentessa del “germano” comitato della Salute Pubblica del Sele. Presenti cittadini, rappresentanti delle istituzioni e della società civile; nella fattispecie si intravedevano: il sindaco Massimo Cariello, a suo fianco sopravvenuto dopo qualche minuto, Fausto Vecchio, il Presidente del Consiglio e delegato all’ambiente in provincia, i consiglieri di minoranza, Antonio Conte ed Antonio Petrone del gruppo consiliare MdP, il capogruppo di Forza Italia Damiano Cardiello, il segretario cittadino di Fratelli d’Italia Donato Gallotta, il Presidente dell’Associazione Lega-ti ad Eboli Antonio Lamanna ed infine la presidente regionale di Legambiente Maria Teresa imparato, insieme ad i giovani attivisti Mario Nicotera e Cosimo Altieri, sempre pronti a risvegliare le coscienze dei cittadini sulle tematiche sociali. Moderatrice e madrina della serata, la giornalista Angelica Tafuri, con un passato di cronista sui fatti riguardanti appunto l’affaire rifiuti in provincia.
Rosa Adelizzi, responsabile del Comitato Salute Pubblica, introduce l’argomento serale con il sottolineare (invero come hanno fatto tutti gli interventori), il rischio generico di diventare un’ area di raccolta di rifiuti, di impianti che negli ultimi anni sono cresciuti a dismisura anche nel numero, e di come il problema in essere non abbia colore politico, nonostante tanti sforzi riconosciuti dalla Adelizzi, non vi è ancora un serio ciclo di gestione dei rifiuti, vedi le tonnellate stipate a S. Nicola Varco in un terreno regionale e troppe discariche in generale:”.. quando ci sarà un serio monitoraggio biologico, senza polemiche inutili tra i sindaci? Noi se cosi sarà, saremo sempre al fianco degli Enti preposti.”
Massimo Cariello, subito invitato ad intervenire in qualità di Sindaco, ringrazia gli organizzatori dell’evento e specifica l’impegno dei comuni limitrofi oltre al suo nella questione:”..vedendo la mole di fumo sprigionatasi domenica mi sono preoccupato e stiamo chiedendo lumi all’Arpac. Abbiamo impedito due impianti privati, come il Biodigestore e un altro grosso sito nel territorio, grazie alla collaborazione dei comitati. Occorre sempre farsi sentire ai tavoli importanti, trovando motivazioni tecniche ed istituzionali, ed abbiamo da poco creato un sub-ambito distrettuale, evitando inutili doppioni” Termina Cariello:”Siamo vicini ai comitati, non daremo autorizzazioni di sorta, e chiediamo alla regione le bonifiche sul nostro territorio, come S. Nicola Varco e da soli abbiamo realizzato ben 130 bonifiche di amianto sempre sul nostro territorio, e saremo presenti a Battipaglia giovedi, per un percorso comune di salvaguardia!”
Erasmo Venosi, in nome e per conto del comitato ambientalista Eboli dice No, da tecnico, esprime preoccupazioni sulla qualità delle sostanze nell’aria classificate, come venefiche dopo la combustione che crea diossina (75 tipi, 17 tossiche) che ricadono nelle acque:”Nelle nostre famiglie tutti abbiamo fatto i conti con le neoplasie, l’azienda in conto non aveva le autorizzazioni, con tre proroghe concesse dal Comune ma non rispettate dalla società, tre giorni dopo la sostituzione dell’amministratore delegato scoppia il rogo. Non esistono dei siti di stoccaggio con 7 anni di vita come a Battipaglia,siamo in piena emergenza.”Venosi chiede che al sindaco di Eboli, per le sue competenze, il sequestro dell’area e si costituisca parte civile.
Angelica Tafuri giornalista e moderatrice dell’incontro, subentra al precedente relatore, sottolinea come la malavita faccia affari sulla spazzatura, è un problema:”..senza colori politici, ne parlo da 18 anni è ho avuto noie a parlare di questo tema, una lavatrice di danaro che porta voti alla politica. Il Sindaco di Serre dell’epoca, Palmiro Cornetta, che con l’art 700 andava a depositarlo per somma urgenza in Procura,un esempio di fulgido amministratore pubblico. Usciamo dai social,appoggiamo i sindaci, e usciamo specialmente andando sul marciapiede, i cittadini debbono essere presenti facendo numero, è importante. La diossina climaticamente starà nell’aria per molto tempo, Cosimo e Mario si impegnano da giovani per far partecipare i cittadini molte volte canzonati dagli stessi, la Regione è responsabile:il decreto 42 a febbraio ha dato la concessione!”
Gerardo Rosania, ex sindaco eburino, ragiona per area vasta: la piana del Sele e teme che sia divenuta un polo dei rifiuti:”Possiamo diventare la Nuova Terra dei Fuochi per i grossi interessi economici, negli ultimi anni troppe autorizzazioni verso molte grandi imprese e la criminalità organizzata ci entra a mani basse, lo spaccamento in sub ambiti della piana non aiuta. La questione non va posta con la ricerca dei responsabili politici, si deve comprendere chi ci sta dietro! Allora si deve operare insieme, non abbiamo bisogno di commissari esterni sono un fallimento, si deve dare potere ai Sindaci che debbono lavorare insieme!”
Il responsabile della Lega,Gerardo Felice Parisi, ed anche responsabile fisi sanità nazionale dei medici, chiede l’istituzione invece, di un osservatorio permanente sulle neoplasie:”..porterò questa proposta secondo i canali utili, il Ministero in primo luogo!”
Damiano Cardiello, capogruppo forzista in consiglio, esordisce col considerare la Piana del Sele, un triangolo della Morte per le troppe malattie oncologiche:”..un sito privato che ha stoccato illecitamente dei rifiuti, poi bruciati dopo il cambio di amministratore unico, dopo l’ordinanza di rimozione della Sindaca Francese segue l’inottemperanza del privato, nell’assenza della procura di Salerno che non ha sequestrato l’area, è vergognoso!” Cardiello auspica una concertazione senza campanilismi, e la definitiva non allocazione di altri siti nella nostra area PIP.
A seguire hanno interloquito due esponenti di MdP assisi in consiglio comunale; inizia Antonio Petrone che chiede al sindaco di Eboli di farsi promotore di un rimodulamento dei rifiuti:” 2,5 milioni e mezzo di tonnellate all’anno stoccate in loco, siamo la pattumiera della Campania: basta con gli scaricabarile, si deve effettuare un registro dei tumori, per evitare che la nostra città diventi invivibile!” L’altro consigliere riformista e capogruppo è Antonio Conte, che spera di mettere da parte le polemiche tramite un consiglio comunale allargato sull’ambiente, con passi veri e realistici, senza polemiche:”..le competenze, una parola magica da scaricabarile, è urgente commissariare il comparto ambiente in tutta la Piana del Sele che sembra destinata a diventare una pattumiera altrimenti avremo la responsabilità di non avere sventato questo rischio verso le nuove generazioni, urge il Commissariamento del comparto del Sele,sennò noi ci avveleniamo e la camorra si arrochisce!”
Al tavolo si appropinqua il relatore finale, nella persona di Fausto Vecchio, presidente dell’assise civica cittadina e delegato all’Ambiente in provincia; parlando in primis di bomba ecologica sul territorio, riconoscendo l’impegno passato della provincia di aver cancellato l’azienda in oggetto dell’ultimo rogo dall’elenco delle aziende autorizzate, auspica come punto fondamentale, di chiarire le responsabilità soggettive nella faccenda:”..la chiusura del termovalorizzatore di Acerra per manutenzione creerà una emergenza di 10.000 tonnellate, a cui tramite ordinanza provinciale saranno nel numero di 2.000 stoccati a Polla, rifiuti trattati e non pericolosi, gli altri andranno allo Stir gestito da Ecoambiente. Una legge regionale prevede un solo termovalorizzatore e 15 siti di compostaggio, che saranno sotto controllo da parte di Provincia e della Regione, tramite la collaborazione dell’ente d’ambito locale, con altri sub ambiti: Eboli ne ha già il suo insieme agli altri comuni.” Vecchio è contrario, in epilogo, alla nomina di un commissario con chissà quali poteri, meglio invece i controlli sul territorio, mentre la provincia vuol depurare con 90 milioni di euro tutta la costa, e altri 90 milioni per il ripascimento, oltre al contratto di fiume per sanificare il Sarno, ma i controlli degli enti locali sono fondamentali.
Su finale Vecchio ha sottolineato l’importanza dei consigli comunali monotematici e fregiandosi di”..aver firmato di proprio pugno una carta per l’ambiente, sperando che dopo il passaggio in commissione noi possiamo essere il primo comune che approva in provincia un provvedimento simile!”
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