Eav, altro che dipendente onesto! “Il collega aveva nascosto la borsa”

Dipendenti dell'Anm smascherano il tentato furto della borsa con 5mila euro. "Ha restituito tutto solo dopo la denuncia alla polizia"

0
1207

Prima la bella storia del dipendente Eav che ritrova e restituisce al legittimo proprietario una valigetta contenente ben 5mila euro (leggi QUI la notizia), poi una nuova – antitetica – versione della vicenda.

A fornirla, un dipendente dell’Anm.

Giovanni Fausto, questo il suo nome, è intervenuto proprio sulla pagina facebook dell’Eav, commentando il post relativo alla vicenda che tanto scalpore ha destato. Un lungo intervento, il suo, per fornire una diversa e dettagliata ricostruzione dei fatti.

Questo il suo post:

Perché non raccontate la vera storia? Eravamo presenti io e altri 2 colleghi dell’ANM quando l’operaio della ditta ha lasciato la borsa nel casotto. È entrato questo collega e ha detto: “Questa borsa di chi è?”. Abbiamo risposto: “E’ dell’operaio che sta aggiustando la porta”. Lui ha preso la borsa e l’ha aperta in nostra presenza e dentro c’era una grossa somma di denaro. Ha buttato la borsa di nascosto nel bagno e se l’è filata senza dire niente. Dopo è arrivata la polizia e noi abbiano detto tutta la verità, perché nella borsa mancavano i 5000 euro in questione. Se lui era intento a restituire i soldi perché non l’ha fatto subito in nostra presenza ma solo il giorno dopo? E dopo che era partita la denuncia del proprietario alla polizia? Dopo tutto ci tengo a dire che siamo stati trattenuti dalla polizia x chiarire tutta la vicenda e abbiamo perso qualche ora, arrivando pure in ritardo alla cena del compleanno di mia moglie“.

In sostanza, come precisato dallo stesso Fausto, la verità sarebbe venuta a galla solo dopo il confronto con la polizia. Il dipendente della ditta che aveva in custodia la valigetta avrebbe in un primo momento individuato proprio in lui e nei suoi colleghi i possibili ladri, in quanto presenti nel casotto dove la valigia era stata deposta e poi clamorosamente dimenticata.

Contattato dalla nostra redazione, il Sig. Fausto ha poi fornito ulteriori dettagli sulla vicenda:

“Siccome pioveva eravamo entrati nel casotto della vesuviana per ripararci. In quel momento entrò un operaio, ci salutò e ci chiese dove fosse il pulsante per aprire la porta che doveva aggiustare. Gli dicemmo che stava nel casotto di fianco, quindi lui poggiò la borsa da lavoro ad un metro da noi dipendenti dell’Anm. Quando andò via dimenticò la borsa. Dopo un po’ entrò un collega chiedendo di chi fosse la borsa. Gli rispondemmo che era dell’operaio. Lui la prese e la aprì. Noi non demmo peso a cosa c’era dentro, anche perché, essendo di un’altra persona, non ci interessava curiosare. All’improvviso, però, vedemmo nelle sue mani tantissime banconote da 50 euro e pensammo che stesse scherzando. Questo collega entrò nel bagno e poi non ci accorgemmo che se ne andò buttando la borsa nel lavandino del bagno. Dopo pochi minuti entrò nel bagno un altro collega e ci disse che lì dentro c’era una borsa. Subito capii che era vero che c’erano i soldi e avvisai subito il capo che stava nel casotto confinante. Dopo l’operaio tornò indietro cercando la sua borsa ed il capo gli disse di chiedere a noi, che eravamo tre persone oneste e che l’avremmo aiutato. Così fu. Ci mettemmo a disposizione della polizia dicendo a che ora era successo il tutto e che sarebbe bastato vedere tutte le partenze effettuate dalle ore 16 alle 17, oppure visionare le immagini della videocamera che sta sulla porta del casotto: noi avremmo individuato la persona in questione. La polizia chiamò i depositi degli autobus riferendo l’accaduto e poi prese i nominativi degli autisti Eav Bus dal capo del casotto. Tra quei nomi c’era anche l’autista che aveva preso i soldi. Ovvio che una volta scoperto abbia poi consegnato tutto. Perché è andato via di nascosto e non ha avvisato il capo? Perché non ha chiamato la polizia insieme a noi, così come feci io 6 anni fa, consegnando un portafoglio con soldi e tessera di un finanziere alla finanza di via G. Sanfelice? Ho ancora la ricevuta della consegna alla finanza. Non sopporto le ingiustizie, periò ho reso pubblica questa storia“.